Sport, associazioni in rivolta per la tassa sui passi carrai

La stangata è partita un anno fa. Per la prima volta dal 1999 il Comune è tornato a chiedere ai condomini la tassa sui passi carrai. Una «novità» che ha pesato in media 500 euro a famiglia. Nel gennaio scorso aveva inviato ai proprietari un bollettino per versare l'acconto con una cifra standard, chiedendo di comunicare precisamente le dimensioni. Da inizio 2014 Palazzo Marino ha iniziato a mandare i bollettini del saldo. La tassa sui passi carrabili, rispolverata con la modifica del regolamento sulla Cosap, ha consentito anche di aggiornare la banca dati degli spazi, quelli già registrati erano circa 34mila. E una fetta della città ha scoperto solo da pochi giorni, con l'arrivo degli avvisi di pagamento, di non essere affatto indenne all'imposta come credeva. Sono le circa 120 associazioni che hanno in concessione impianti sportivi di proprietà del Comune. Enti che allenano i ragazzini sui campetti da calcio o da basket per dire, spesso nei quartieri difficili conta più lo scopo sociale - toglierli dalle strade per evitare che si mischino alle baby gang - che la formazione agonistica. Dunque, quei bollettini in tempi di crisi sono stati un colpo per associazioni che già fanno fatica a far quadrare i conti e spesso e sovente di vedono tagliati i contributi. Qualche decina di euro? Macchè, per la Pro Patria, tanto per fare qualche esempio, ha più di sei passi carrai e ha versato oltre mille euro, il Gruppo sportivo Calcio la Spezia, di viale Famagosta, ha ricevuto la cartella relativa all'anno 2013 per 724,27 euro, e ha un solo passo carraio. Due bollettini da 600 euro sono toccati alla «Forza e Coraggio», la «G.S. Villa» ha già saldato la tassa per i due passi carrabili, circa 900 euro ciascuno. Ringrazia di averne solo uno il presidente dell'Aldiniana Calcio, Roberto Valella, perchè Roberto Vilella assicura che «600 euro in più sono già una grossa spesa per la nostra associazione, si tenga conto che paghiamo un affitto da mille euro all'anno, altri poche centinaia di euro, quindi con questo sistema è come se ce lo avessero raddoppiato». E ribadisce: «Avendo in concessione impianti comunali onestamente non pensavamo di dover pagare anche l'imposta sui passi carrai, già ci facciamo carico delle manutenzioni straordinarie, paghiamo l'affitto, svolgiamo un servizio. Speriamo ci ripensino o almeno abbassino la cifra».
É un'offerta sportiva che, conferma il consigliere di Forza Italia Alan Rizzi, ex assessore allo Sport nella giunta Moratti, «dovrebbe essere fornita dal Comune ma ovviamente non ha i mezzi per gestire gli impianti e deve darli in concessione. Ma invece di agevolare le associazioni che stanno facendo i salti mortali per non chiudere le tartassa. Non mi sorprenderebbe se un giorno di questi qualche presidente andasse a Palazzo Marino a restituire le chiavi, ma poi che fine faranno i ragazzini? Per molti quelle sedi sono una casa e un modo per evitare che prendano brutte strade». Sono impianti frequentati da circa trentamila bimbi e ragazzi milanesi all'anno.
Il consigliere Rizzi oggi in consiglio comunale, nel tempo dedicato agli interventi liberi, solleciterà la giunta a fare dietrofront e correggere il regolamento «in virtù dello sforzo enorme e i sacrifici che stanno facendo gli enti sportivi per svolgera questa attività». E chiederà anche all'assessore al Commercio Franco D'Alfonso, da cui dipende la «pratica» Cosap, delucidazioni anche sul modo in cui sono state gestite le diverse situazioni, «ci sono associazioni che hanno ricevuto il bollettino con coefficienti agevolati pari allo 0,70 e altre a 1,30 come avviene per gli immobili commerciali. E dunque le cifre sono più alte». Dalla manovra dei passi carrai il Comune contava di incassare circa 5 milioni.