Sportelli Inps nei Municipi In via Padova interpreti arabi

Tito Boeri: «Tanti bisognosi non chiedono aiuti»

In tutta la città di Milano solo 259 famiglie hanno richiesto nel 2016 il «Bonus Infanzia», ossia il voucher per l'acquisto di servizi di baby sitting oppure un contributo per l'asilo nido. Solo 306 persone in difficoltà hanno fatto domanda per l'assegno sociale di disoccupazione, 4.572 per la carta acquisti, la card elettronica che viene ricaricata ogni due mesi e può essere utilizzata per fare la spesa o pagare le bollette. «Ci sono tanti cittadini bisognosi ma il problema è raggiungerli, e dalla carta acquisti ad altri contributi di sostegno al reddito, rileviamo che i numeri delle richieste sono ancora bassi, le persone non sono informate adeguatamente» ammette il presidente dell'Inps Tito Boeri, ieri a Palazzo Marino per la firma di un accordo di collaborazione che potrebbe aiutare ad invertire la rotta. Comune e Inps si impegnano ad aprire entro fine anno il primo Punto di consulenza presso un Municipio, un test-pilota che dovrebbe portare a nove sportelli, uno per Municipio. «In base ai risultati - si spinge in là Boeri - estenderemo il sistema anche nelle aree metropolitane». Ma c'è anche il tema dei residenti stranieri sempre più numerosi, «in zona 2 e 9 c'è una fortissima presenza di extracomunitari, intendiamo avvalerci di studenti dell'Università Statale per superare il blocco linguistico». Nel Municipio 2, che comprende ad esempio la multietnica via Padova, su 201.686 residenti gli extracomunitari sono 44.822, quasi uno su quattro. Saranno arruolati interpreti o studenti arabi.

La collaborazione tra Inps e Comune, aggiunge Sala, «consentirà di raggiungere con più efficacia le famiglie bisognose», già oggi ci sono sette punti dell'Inps in città, grazie all'accordo saliranno quindi a 17 e non bisognerà fare la spola tra i vari sportelli (Servizi sociali, Inps, sportelli lavoro) ma si potranno reperire tutte le informazioni in un unico desk.

ChiCa