Arte e cinema vestono con stile la sposa

Da Hayek a Modigliani, da Mondrian alla Street Art, fino alle icone del cinema, da Marylin alla Gardner a Sposaitalia gli abiti per il giorno del "sì" e da cerimonia giocano con ispirazioni originali ma sempre fashion, rinnovando la tradizione

Arte e cinema, epoche e stili diversi fra veli impalpabili e lunghissimi, pronti ad essere retti da putti eterei che trasformano le spose nelle donne del Botticelli, mentre dame abbigliate da abiti e accessori scuri e misteriosi sembrano uscire da un quadro di Modigliani. E' la nuova tendenza che porta molti stilisti a scegliere queste fonti di ispirazione per le proprie creazioni protagoniste di Sì Sposaitalia Collezioni, il salone per operatori dell'abito da sposa e da cerimonia organizzato da Fiera Milano fino a lunedì a fieramilanocity con 181 marchi presenti.

Il velo richiama la sposa più tradizionale, ma anche le rappresentazioni dei pittori protogiotteschi, con spose nobili al cui seguito i paggi sorreggono il prezioso, lungo copricapo. Per questo nella tradizione il velo è quadrato, proposto con questo taglio ricercato e storico anche in fiera, racconta la sposa come una bellezza raffaellesca o come uscita da un quadro fiammingo. Icona icona romantica è anche il quadro Il Bacio di Hayek, a cui guarda lo stilista Angelo Toma per tessere i suoi abiti lineari e ricchi di eleganza e decoro, con stoffe morbide e colori tenui. Si muove attraverso il mondo dei pittori russi e in particolare di Mikhail Vrubel e le atmosfere del quadro La Principessa dei Cigni l’azienda Papilio, con veli come pennellate, abiti ricchi e panneggiati, atmosfere eteree e glaciali suggerite da abiti ampi che coprono la sposa come una principessa del del Nord, avvolta da un sogno che diventa abito.

Ispirato al razionalismo e alla linearità di Mondrian e alle fantasie geometriche di Escher l’azienda Facis, che trasferisce nell’abito maschile un' eleganza sobria e lineare attenta a unire colore e forma isegno di sicura eleganza. Sono invece donne iconiche e regali quelle vestite dagli abiti di Eliza Jane Howell, che tratteggia con le sue creazioni distintissime signore borghesi di inizio secolo, a metà tra i quadri di Modigliani e le dive del muto, con tratti netti, colori scuri ed eleganti, ricchi di atmosfere alla Grande Gatsby. Ma, in questa corsa tra l’evoluzione estetica ricostruita dagli stilisti di SposaItalia, arti e estetica cambiano, ed ecco il quadro diventare un grande schermo e le dame trasformarsi in dive di Hollywood.

Proprio il cinema più classico e le sue tante star diventano ispirazione per Carla Ruiz che guarda alle dive Anni Cinquanta e ai film romantici in cui gli amori sono osteggiati e avventurosi, ma a lieto fine. Agli Anni Sessanta si ispira David Fielden, con donne elegantissime tra cinema e arte, figure sospese tra i quadri di Hopper e le algide figure femminili dei film di Blake Edwards e Alfred Hitchcock, seducenti e morbidamente indecise tra innocenza e malizia: eleganza a tutto tondoe. Ai miti intramontabili del cinema come Marilyn Monroe, Lauren Bacall, Ava Gardner si richiama anche Sonia Peňa con una carrellata di abiti suadenti, maliziosi e destinati sempre al centro della scena.

Una mostra d’arte sartoriale e di stile viva, preziosa quella offerta da SposaItalia che non può che confrontarsi con le forme d’arte più contemporanee e di rottura come la Street Art, a cui si ispirano, colorate e con stampe dalle forme irregolari, le creazioni di Anna Cerere, componenti in neoprene, per una rivoluzione underground che cambia anche l’accessorio più classico, la borsa. Tradizionale e moderno si fondono, fra le collezioni, in una dimensione unica di eleganza che parla tutte le lingue del mondo e che si ispira all’arte per diventare, essa stessa, arte dell’abito per il giorno più bello.