Spot di Renzi a Uber: «Straordinario»

È come voler fermare il mare con le mani. Uber app, l'applicazione per noleggiare una vettura con conducente grazie al telefonino o al tablet, funziona a pieno regime nonostante la rivoluzione dei tassisti e le minacce di azioni legali da parte del presidente della Regione, Roberto Maroni, e del ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Anche perché a sconfessare entrambi è sceso in campo il presidente del consiglio, Matteo Renzi. «Ho utilizzato Uber a New York con un amico. L'ho trovato un servizio straordinario, dalla prossima settimana affronteremo anche questo» ha detto, parlando a «Radio Anch'io» su Rai Radio1.
Il governo se ne occuperà dalla prossima settimana, cioè dopo il voto. Il clima elettorale non è il migliore per affrontare un tema complesso come quello dei diritti dei tassisti, che hanno pagato fior di denaro per ottenere le proprie licenze, e i diritti dei passeggeri, che si sono affezionati al nuovo modo di viaggiare. E sono rimasti a piedi a causa dello sciopero dei tassisti. «Quello che è avvenuto a Milano non ha nulla a che fare con quanto prescrive la legge. È consentito giustamente scioperare, ma ciò deve avvenire nel pieno rispetto della normativa» ha detto il Garante degli scioperi, Roberto Alesse.
Finora Palazzo Marino non è riuscito a gestire la situazione e il caso è ormai fuori controllo, con i tassisti sul piede di guerra. Entra nel dibattito Forza Italia. «I tassisti hanno ragione nel pretendere una regolamentazione del fenomeno Uber: la concorrenza sleale di chi, ogni giorno, si lancia nella caccia ai clienti senza rispettare le norme va necessariamente fermata» protesta Luca Squeri, segretario della Commissione Trasporti della Camera e coordinatore provinciale del partito.
Nel frattempo il sindaco, Giuliano Pisapia, non prende una posizione definita. Sostiene che il Comune non è ostile alle app: «Noi non siamo contro le app e non siamo contro l'innovazione, anzi». Al contempo, dice che esistono i margini per un intervento della magistratura: «I controlli saranno rafforzati. Chiaramente questo dipende solo dalla possibilità che sia aperto un fascicolo in Procura, perché solo la Procura può dare i poteri di indagine che polizia locale e altre forze dell'ordine non hanno autonomamente». Protesta Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia: «Ancora una volta Pisapia, come su altre questioni importanti, ha assunto una posizione cerchiobottista».
A scatenare lo sciopero dei tassisti è stata soprattutto la versione «Uber pop» dell'applicazione, la più controversa, perché permette a chiunque di improvvisarsi tassisti, anche a cittadini che non hanno la minima esperienza né licenza. Una deregulation che causa anche rischi per la sicurezza dei passeggeri.
Le tariffe sono inferiori a quelle di mercato, ma neanche poi troppo. Ieri pomeriggio alle 16, ad esempio, «Uber pop» proponeva 5 minuti di attesa e chiedeva 10 euro per il tragitto tra via Gaetano Negri, sede del Giornale, e la Stazione centrale. Una piccola prova empirica, che però dice qualcosa.