Spunta un ecomostro di fronte alla Triennale

Dubbi e proteste sulla maxi-biglietteria in costruzione di fronte al palazzo dell'arte La commissione paesaggistica ha dato un permesso temporaneo, ma dura 16 mesi

Gli occhi (e le proteste) dei residenti sono concentrate sul maxi-cantiere che sta riportando il teatro continuo Burri dove vent'anni all'interno del parco Sempione, su un basamento di cemento lungo 17 metri e largo dieci su cui i comitati del no hanno già detto di tutto. Ma a poca distanza, e forse catturando ancora poco l'attenzione per ora, gli operai della Triennale stanno correndo per completare l'arco d'ingresso, che ospiterà anche la biglietteria, di fronte al museo. In rete qualche allarme è già scattato, c'è già chi lo ha battezzato «un altro ecomostro». Aspettiamo che sia finito per un giudizio definitivo, ma al momento le dimensioni dell'opera non depongono a favore. E qualche dubbio, esaminando il progetto sulla carta, deve averlo avuto pure la Commissione paesaggistica che ha autorizzato a febbraio la costruzione, ma solo in via temporanea. L'imponenza dell'arco anche secondo gli esperti stona con la facciata del Palazzo dell'Arte, per cui dovrà essere smantellato alla scadenza del permesso. Ma «temporaneo» in questo caso significa un anno e mezzo di tempo, perchè la biglietteria esterna è stata ideata in funzione dell'afflusso di turisti per Expo, ma anche per la grande Esposizione internazionale del 2016 che (con il titolo «21st Century. Design After Design»), che si terrà dal 2 aprile al 16 settembre. E c'è già chi solleva dubbi per il futuro: «Si sa come vanno queste cose, con l'investimento e i lavori sostenuti finirà che l'“ecomostro“ rimarrà lì definitivamente» sostiene ad esempio il consigliere di Forza Italia Fabrizio De Pasquale. Per la nuova sistemazione temporanea della piazza, biglietteria e arco d'ingresso, la Fondazione Triennale spende 285mila euro. Poichè si tratta di una struttura temporanea e non definitiva, per ora il Comune non ha dovuto esprimere un parere vincolante, è bastato quello della commissione paesaggistica. E probabilmente la giunta si è tolta da un imbarazzo, anche da Palazzo Marino sono state sollevate già perplessità sull'opera in costruzione. Il permesso scadrà dopo il voto per le Comunali 2016 quindi, semmai, il suo mantenimento sarà un problema della prossima giunta.

Gli operali di Triennale e Comune stanno accelerando i lavori in viale Alemagna, dove sono in corso anche i cantieri per la pista ciclabile e la nuova viabilità. Ieri c'è stato un sopralluogo dei dirigenti tecnici in loco per definire il cronoprogramma. Impossibile, come pensavano in un primo tempo, finire le opere in tempo per martedì e mercoledì prossimo, quando sono fissate anteprima e apertura di «Arts & Foods-Rituali dal 1851» con cui il museo si presenta come il «primo padiglione» di Expo (un ponte tra Milano e Rho) e dell'ottava edizione del Triennale Design Museum «Cucine e Ultracorpi». Per lunedì prossimo saranno completate solo le opere di fronte all'ingresso principale e verrà creata solo una corsia larga sei metri per consentire l'accessibilità a piedi o a bordo di veicoli. Il resto dei lavori, compresa la pista ciclabile, termineranno entro Expo. A cantiere chiuso, arrivando da piazzale Cadorna per la viabilità stradale non cambierà nulla, auto e pullman turistici potranno ancora passare di fronte al palazzo, mentre le linee Atm che finora fermavano vicino all'ingresso saranno deviate in via Moliere. A giudicare dai lavori in corso, De Pasquale solleva qualche dubbio («dalle dimensioni dei cordoli temo che i pullman avranno delle difficoltà a circolare, lo spazio è ridottissimo») e prevede il caos per il parcheggio nella zona. Tenpo al tempo, il test è vicino.