Squadre speciali in metrò contro il «salto del tornello»

Il salto del tornello è diventato quasi sport nazionale in città. Non fosse una truffa, meriterebbe l'istituzione di un premio al più atletico o al più fantasioso. Da chi si esibisce in contorsioni da limbo a quelli che si accodano a mò di trenino per oltrepassare la barriera automatica in due o tre alla volta al costo di un solo biglietto. Atm sostiene che tasso di abusivismo è bassissimo, che il 99,3% dei passeggeri della metropolitana paga il biglietto. Percentuali che fanno storcere il naso ai pendolari onesti, che assistono ogni giorno al famoso salto in tutte le sue versioni, e pure agli addetti ai «gabbiotti» nei mezzanini che a queste scene non fanno quasi più caso. Tant'è, a furia di polemiche e critiche, se pure quei numeri corrispondono al vero e non servirebbero contromisure, l'azienda di trasporti dall'inizio della settimana ha attivato dei controlli speciali. Squadre di circa sette persone - tre operatori di pronti intervento, un capostazione e due addetti alla vigilanza - che si piazzano davanti ai tornelli nelle stazioni più critiche e negli orari di punta. L'esperimento per ora è partito con due «team» al giorno, che dovrebbero funzionare da deterrente, tra le 7.30 e le 9.30 la mattina e poi dalle quattro alle sei del pomeriggio circa quando i pendolari riprendono d'assalto il metrò per rientrare a casa.
Chi lavora ogni giorno lungo la rete, segnala tra le «stazioni rosse» non per il colore della linea ma per i rischi di utilizzo abusivo e sicurezza, le fermate di Loreto, Sesto San Giovanni, Bonola, Lotto, Porta Venezia, Lampugnano, Lima e quelle il centro (come Cadorna, San Babila e Duomo) per il flusso di passeggeri più sostenuto, e meno controllabile.
Ma anche la nuova task force sta creando malumori tra i controllori. Perchè, nei fatti, non hanno dei poteri effettivi di fermare chi scavalca il tornello, «dovremmo agire da deterrente, fare le “belle statuine“ - racconta uno di loro -. Ma la gente se non ci vede intervenire viene a lamentarsi, invia proteste via mail all'azienda e ci viene fatto rapporto. Se interveniamo, corriamo dei rischi». Come è accaduto due mattine fa alla fermata di Bisceglie. Un addetto ha bloccato due ragazzini che avevano oltrepassato la barriera senza biglietto, e si è preso un pugno in faccia. É intervenuta la polizia, l'addetto è finito al pronto soccorso, due giorni di prognosi. «É un servizio che andrebbe svolto con i vigili, come in passato - lo protesta che circola -. C'è chi è entrato in azienda come tranviere, come macchinista, non per fare il “poliziotto“. E non vogliamo correre rischi». Già i mesi fa il personale impegnato lungo la rete raccolse firme (circa 400 tra chi opera solo sulla linea rossa) per denunciare un aumento di aggressioni da parte dei passeggeri e chiedere (dunque) di poter operare in condizioni di lavoro più sicure.