Stadio, Sala infuriato con il Milan: "Non accetto pressioni sui tempi"

Il sindaco: «Non inganniamo la gente, vogliono hotel e mall»

La reazione (infuriata) del sindaco Beppe Sala si poteva intuire dal giorno prima. Il presidente del Milan Paolo Scaroni durante un intervento allo Sport & Business summit lunedì ha ammesso che sul progetto del nuovo stadio si sarebbe aspettato «un po' più di entusiasmo, ma forse arriverà. Credo che sia una cosa bella avere qualcuno che voglia investire per costruire lo stadio più bello del mondo. Il punto fondamentale è l'urgenza, vuol dire partire subito perchè ci metteremo 3 anni per realizzarlo». Dopo il via libera del Consiglio comunale, Milan e Inter speravano di incassare velocemente dalla giunta il parere di pubblica utilità al progetto, mentre Sala giorni fa ha puntualizzato che la delibera che sarà approvata venerdì «servirà ad avviare i lavori, a delegare un gruppo di assessori e tecnici ad incontrare le società per trovare un compromesso tra le richieste e i paletti dell'aula», in primis la riduzione delle volumetrie e la salvaguardia di parte del Meazza che potrebbero far saltare il conto economico dei club, circa 1,2 miliardi tra impianto e quartiere multifunzionale (e hotel, uffici e servizi servono a fare incassi). Ma Sala non accetta pressing. «Cerco di essere chiaro come non lo sono mai stato - ha dichiarato ieri -. Se le squadre vogliamo fare lo stadio nessuno lo vuole frenare, possono farlo domani mattina, nessunissimo problema. Se vogliono costruire hotel, uffici, centri commerciali, se ne discute e non accetto nessuna pressione, visto che sono anche su terreni nostri. Il progetto deve essere compatibile con le necessità della città e del quartiere, punto. Non continuiamo a ingannare la gente, non parliamo dello stadio, il tema è fare dell'altro. É inutile che facciano pressioni e cerchino di mettere fretta perchè ci sono delle regole urbanistiche». Aggiunge «tra parentesi» che da quando è sindaco «non mi pare che abbiamo autorizzato centri commerciali, ci sarà una ragione, stiamo cercando un equilibrio diverso, cercando di far sopravvivere i piccoli negozi. Non sono contrario ai mall ma serve una riflessione. Vogliono fare lo stadio? Ragioniamo sullo stadio». E puntualizza che al Comune «non interessa neanche vendere i terreni, non vogliamo fare cassa». E a proposito di negozi, ribadisce - come mesi fa, quando si innescò un botta e risposta con il leader M5S Luigi Di Maio - che anche se il tema delle chiusure domenicali potrebbe subire un'accelerata col governo giallorosso, «non cambio idea, bisogna parlare si sviluppo e non di frenare l'economia». D'accordo con Sala sullo stadio il consigliere di Forza Italia Gianluca Comazzi: «Siamo legati a Milan e Inter ma la politica deve tener conto di regole e interesse pubblico e questo richiede i giusti tempi, non facciano pressioni».