Dalla Statale all'Orto Botanico, è qui la mostra

Spettacolari installazioni vedono la partecipazione di big come Maurer e Mendini

Pamela Dell'Orto

«Sono rimasto molto colpito dagli ultimi cambiamenti di Milano, bravi». Parola di Ingo Maurer, arrivato in città per illuminare di rosso la facciata barocca dell'antico Seminario Arcivescovile. Da oggi il palazzo di Corso Venezia 11 è aperto al pubblico per la prima volta grazie a Interni e Audi City Lab, con due appuntamenti dedicati all'intelligenza artificiale e una serie di opere che animano il cortile del 700.

Dall'installazione di Yuri Suzuki, che genera un sottofondo musicale rilassante al passaggio del pubblico, ai progetti avveniristici di Ross Lovergrove, Ilaria Colombo e Arturo Tedeschi. È il nuovo gioiello di Interni, che festeggia la 20esima edizione della mostra-evento in Statale, quest'anno tutta giocata sul tema «Material Immaterial», le due dimensioni del progetto: quella concreta e quella immateriale della creazione. Il progetto è stato presentato ieri all'Università Statale alla presenza del sindaco di Milano Giuseppe Sala e quello di Torino Chiara Appendino.

Entrando nel Cortile d'Onore, ci si imbatte in una serie di spettacolari installazioni. La scultura realizzata da Ron Arad con Illy, enorme braccio in acciaio con una telecamera che riprendere tutto e lo proietta su schermo: «Di solito è l'uomo a osservare l'opera d'arte, qui è la scultura con il suo occhio digitale a guardarci».

Lo scenografico Scalone di Michele del Lucchi che collega il Cortile d'Onore con il Loggiato Ovest. La spettacolare struttura di Luca Trazzi fatta con oltre mille lamine d'alluminio, che cambiano aspetto di continuo, e quella di Iosa Ghini fatta di ceramica, superfici specchiate e luce. O, ancora, l'installazione di Benedetta Tagliabue: una serie di tavoli, sedute e panche da utilizzare, spingere, tirare, e intanto capire come nasce un arredo dal legno grezzo (e di scarto) di alberi molto diffusi negli Usa (ma poco di moda) come il ciliegio. La terza meta di Interni è l'Orto Botanico di Brera, riaperto per il Fuorisanone e riqualificato con importanti interventi anche grazie alla rivista. Qui si celebra l'arte del convivio, e ci si trova immersi in una piccola oasi dove rilassarsi sulle poltrone (e le altalene) del grande soggiorno di Marco Acerbis allestito fra i viali e le aiuole dell'Orto. E dove fare ginnastica nella palestra super compatta in cemento di Alfredo Tasca e Alberto Mattiello. Tutto all'aria aperta.