In Statale il crio-microscopio Nobel della chimica

Elena Gaiardoni

Il frutto dei Nobel per la Chimica 2017 abita in un seminterrato di Milano, nella Torre N del Dipartimento di bioscienze dell'università Statale. Via Celoria angolo via Golgi, nel cuore di Città Studi. In una sorta di bunker costruito ad hoc si trova l'unico esemplare italiano di crio-microscopio elettronico.

«All'università Statale siamo gli unici in Italia a essere dotati della tecnologia sviluppata grazie al lavoro dei nuovi tre vincitori del premio Nobel per la Chimica 2017» ha riferito Martino Bolognesi, professore ordinario di Biochimica presso il Dipartimento di Bioscienze della Statale e Accademico dei Lincei. «Gli studi di Jacques Dubochet, Joachim Frank, e Richard Henderson - ha spiegato - ci hanno portato ad avere una tecnologia di indagine microscopica che consente di vedere ad altissimo dettaglio la struttura di macromolecole biologiche, come le proteine».

Le potenzialità del crio-microscopio elettronico sono stupefacenti. «Sia nella ricerca di base, grazie alla possibilità di vedere da vicino il funzionamento delle proteine, che per la società grazie alla possibilità di realizzare nuovi farmaci», ha detto Bolognesi. Per lo scienziato, siamo di fronte a uno strumento che permette di realizzare al meglio l'obiettivo della medicina di precisione: colpire singoli bersagli legati a diverse malattie. Attualmente, esempi di farmaci messi a punto con questa tecnologia ce ne sono tanti. «Ma sono ancora in via di sviluppo - ha specificato Bolognesi -. È una tecnologia che ha soli tre anni: tanto giovane quanto rivoluzionaria. Ma sappiamo - ha concluso - che si stanno studiando moltissimi farmaci, tra i quali nuovi agenti antitumorali».