Stava per non nascere La salva un donatore raro

Gravidanza a rischio aborto per la mamma L'uomo era l'unico compatibile in Lombardia

Una mamma in gravidanza e una malattia pericolosa, che rischia di uccidere la bimba ancora in pancia. È il Test di Coombs a rivelare che la madre ha sviluppato anticorpi che aggrediscono i globuli rossi del feto e Federica, il nome di fantasia scelto per raccontare la storia vera, può morire ancora prima di vedere la luce. Si cerca un donatore per le trasfusioni di sangue direttamente in utero ma non è semplice: la donna ha un tipo di sangue eccezionale, «il fenotipo Rh deleto». Si trova in meno dello 0,2-1 per cento dei casi e in Asia anche in soli tre casi su mille.

È la Banca di Gruppi rari della Regione, con sede al Policlinico, a scovare il donatore e a convocarlo d'urgenza. È l'unica persona compatibile in Lombardia, una delle pochissime in Italia. Un uomo, italiano, ciò che rende ancora più singolare la vicenda, perché i fenotipi rari di solito appartengono a persone originarie di altri continenti, proprio come la mamma di Federica. Lei è una donna di origini sudamericane che si è rivolta alla Mangiagalli perché in passato aveva subito un aborto spontaneo.

Il donatore sta per partire per la Cina ma prima di volare in Oriente, corre in ospedale a donare il suo sangue. Un miracolo di generosità che salva la vita di Federica. Dietro questa storia a lieto fine ce n'è un'altra con un epilogo triste. La sorella del donatore ha il medesimo, rarissimo fenotipo Rh deleto e per questo ha perso un bambino. È accaduto in Germania. Allora il fratello aveva cercato di raggiungere la sorella e salvare il nipotino ma era arrivato troppo tardi.

Adesso è iscritto alla Banca dei Gruppi rari del Policlinico e, dopo la storia a lieto fine di Federica e di sua madre, la richiesta di diventare donatrice è stata rivolta anche a sua sorella. È così che da una storia di sofferenza è nato questo germe di bene che promette di germogliare. Non siamo abituati a pensarci spesso. perché il sistema a noi più noto è AB0 (con il fattoreRh+ e Rh-), ma esistono altri sistemi meno conosciuti: MNS, P1PK, KEL, FY, JK, JR, LAN e VEL.

Così gli anticorpi prodotti da questa mamma in gravidanza sono poco diffusi, come spiega Maria Antonietta Villa, responsabile del laboratorio di Immunoematologia del Centro trasfusionale del Policlinico, ma «possono causare aborti ricorrenti, grave malattia emolitica (ovvero distruzione di globuli rossi, ndr) del feto e del neonato», oltre che pesanti reazioni alle trasfusioni.

«Senza il supporto di una Banca del sangue raro, come quella del Policlinico di Milano, e senza il prezioso contributo dei donatori di sangue, pronti a rispondere anche alle convocazioni urgenti, bambini come Federica probabilmente non potrebbero nemmeno nascere» dice il direttore sanitario Laura Chiappa, convinta che sia necessaria una stretta collaborazione tra tutti gli esperti coinvolti in un simile caso: trasfusionisti, ginecologi, ematologi e neonatologi che si occupano delle donne in gravidanza con sangue raro. E gli appelli a donare il sangue sono come sempre incalzanti, rivolti agli italiani e anche a chi arriva da altri Paesi. Basta un appuntamento al Centro trasfusionale per capire se siamo le persone giuste.

La Banca di gruppi rari della Regione ha una rete di contatti che supera il confine regionale e va molto più lontano. Il sangue dal Policlinico arriva anche oltre frontiera, in ospedali internazionali.