Stessi progetti e nomi diversi Pisapia «copia», ecco le prove

Sindaco e giunta, al di là dei proclami, portano avanti le iniziative del passato. Per accontentare i supporter cambiano l'etichetta, ma il gioco ormai è scoperto

Giuliano Pisapia

Cambiano i nomi, ma la sostanza non molto. Le iniziative intraprese dalla giunta Pisapia sembrano in più di un caso repliche di quelle già viste in passato. Il primo e più evidente esempio è l'Ecopass che, dopo una mano di arancione è stato presentato sotto il nome di Area C. Fatte salve alcune differenze, come le tariffe, l'innovazione era il primo passaggio targato Moratti.

Un altro è il bando «Adotta il verde pubblico» promosso dall'assessore Pierfrancesco Maranper assegnare ai privati la cura degli spazi verdi pubblici: sembra una riproposizione del progetto «Costruisci il verde con noi» già visto negli anni passati. In tema ambientale ci sono anche le «domeniche a piedi» che sono diventate «domenicheaspasso», all'onore delle recenti cronache per le critiche del conduttore televisivo Fabio Fazio.

Allo stesso modo l'assessorato al Benessere guidato da Chiara Bisconti, ideatrice forse non a caso dell'iniziativa «copia e incolla», ha sponsorizzato «Scopri Milano, vinci la spesa»: una caccia al tesoro che riproponeva, fatto confermato anche dagli organizzatori, la formula di quella portata avanti per anni da Atm. E continuiamo: il progetto «Vieni! Ci vediamo in biblioteca», una sperimentazione che coinvolge le biblioteche rionali avviata nel 2010, viene riproposto come «Ci vediamo tutti in biblioteca».

Oppure la «Prima festa dell'educazione stradale» propagandata da Marco Granelli, assessore alla Sicurezza: riproponeva in sostanza un incontro con «Ghisalandia», iniziativa che la Polizia locale porta avanti da anni, chiamandolo in altro modo. E citiamo, sempre sul tema sicurezza, gli sgomberi di rom che sono diventati «allontanamenti» nei comunicati del Comune. Poi il sistema di wi-fi gratuito, inaugurato sotto la Moratti come «WiMi» e riproposto potenziato da Pisapia con il nome «OpenWifiMilano». Oppure il «contapassi» ribattezzato Geoschool. A volte non cambiano nemmeno il nome: la «Casa delle associazioni» inaugurata dall'ex assessore Lucia Castellano come primo esempio del genere pare proprio che non lo sia. Ha una «sorella» con la stessa denominazione presentata nel 2010.

Sono cambiati quasi tutti i dirigenti, come a ogni cambio di governo succede in Rai, e hanno tolto i militari dalle strade, con i risultati che si sono visti. E la sensazione della mancanza di un cambiamento rivoluzionario si sta diffondendo anche tra le file dei sostenitori del sindaco: il primo è stato Alberto Biraghi, giornalista e autore di uno dei blog di riferimento. Dopo aver fortemente sostenuto Pisapia in campagna elettorale ha cambiato il nome del blog in «la delusione» attaccando pesantemente sindaco e soprattutto alcuni assessori.

Adesso anche Luca Beltrami Gadola se ne accorge: oltre ad aver partecipato alla stesura del programma del sindaco, ed essere stato messo nel consiglio di amministrazione di Aler in rappresentanza del Comune, dirige il settimanale online Arcipelagomilano su cui ha scritto un editoriale dal titolo «Burocrazia: da Moratti a Pisapia, al palo». Nel testo si chiede: «Che cosa è cambiato da allora? Penso nulla, o forse non ne ho notizia». Il vento gentile sembra dunque una debole brezza ai sostenitori del sindaco, che hanno anche visto la necessità di un rimpasto dopo appena due anni di mandato, o una rivoluzione del «copia e incolla».