«Stilisti in campo per favorire il turismo»

Il diktat è: svegliamo la Milano d’agosto. Un compito non facile visto che le saracinesche aperte si contano sulle dita di una mano. Tutti al mare. E chi resta in città? E i turisti, che sono pure aumentati e la preferiscono addirittura a Firenze e a Venezia? Il sindaco Moratti punta il dito anche verso il mondo della moda al quale chiede collaborazione. Come potrebbe essere altrimenti. La moda è uno dei settori trainanti della città e del Belpaese intero. Non può tirarsi indietro. «E noi non lo facciamo - precisa Mario Boselli, presidente della Camera della Moda - siamo assolutamente d’accordo col sindaco. Ma è un discorso che non si deve limitare a agosto ma deve interessare tutto l’anno».
Senza dubbio fa un certo effetto, in particolare agli stranieri, arrivare a Milano, capitale della moda, e trovare Montenapo o via Spiga peggio del deserto. Eppure si viene qui per l’arte, la cultura e, non nascondiamoci dietro un dito, per la moda. «Il nocciolo sta qui - prosegue il presidente -. Il problema dell’accoglienza è il problema macro. Gli esercizi devono aprire durante il week end quando la città è piena d’operatori economici. Queste sono occasioni infinitamente più importanti». Che fare allora? «La Camera si è già mossa con l’assessore Maiolo presentando il progetto “Enjoy Milano”, un progetto molto articolato di cui discuteremo a settembre, mese che vedrà la composizione di un tavolo attorno al quale discutere dei problemi». Non solo aperture, quindi. «Accoglienza ha un significato a 360°. Cominciamo, a esempio, a mettere tutti i cartelli in inglese: gli stranieri non sanno orientarsi. Proponiamo cinema dove si possono vedere film in lingua. Presentiamo una città più pulita e in ordine. Come Camera della Moda discuteremo con i nostri associati per sensibilizzare una sorta di rotazione che veda impegnati in prima fila gli stilisti per tenere viva la città del ferragosto».
Gli imprenditori sono già sulla stessa lunghezza d’onda. «Massima disponibilità - dice Saverio Moschillo, vicepresidente della Camera industriale della moda proprietario del marchio John Richmond - avevamo perfettamente lavorato quando in Provincia c’era la Colli con una marea di iniziative. Basta che poi le istituzioni mantengano le promesse, aprendo con sollecitudine gli spazi alla moda».