La storia del '900 negli scatti di Life

Oggi la vernice della mostra fotografica sui clic d'autore pubblicati dalla prestigiosa rivista americana

Uno dei celebri clic di "Life" in mostra allo Spazio Leica fino al 25 gennaio

La storia della fotografia è lastricata di mille sguardi che hanno raffigurato il mondo da tanti punti di vista diversi, e una buona parte di questi sono impressi nelle pagine della celebre rivista americana Life . Un universo pieno di testimoni, occhi indiscreti, interpreti e talvolta precursori di storia.

Da oggi (la «vernice» è fissata per le 19) fino al 25 gennaio gli iconici scatti del prestigioso magazine americano, accuratamente selezionati da Forma Galleria, sono protagonisti di una mostra presso lo Spazio Leica di Milano in via Mengoni 4, angolo piazza Duomo. L'esposizione, a ingresso libero e gratuito, raccoglie le immagini più significative susseguitesi negli anni, raccontando molto degli Stati Uniti e divenendone in alcuni casi la memoria visiva.

Tuttavia, per necessarie ragioni di geopolitica, l'esposizione illustra anche l'evoluzione dell'intera società occidentale, decisamente legata alle vicende d'oltreoceano, con le sue peculiarità nonché le sue contraddizioni. Un'occasione da non perdere per appassionati ed amatori, per un pubblico smaliziato e moderni creativi alla ricerca di suggestioni sempre nuove.

Fondato a fine Ottocento come giornale umoristico, nel 1936 Life cambia rotta sotto l'attenta guida di Henry Luce, pubblicando ogni sette giorni reportage realizzati da autorevoli fotografi, capaci di racchiudere in un solo flash la realtà di un periodo, una conquista dell'umanità o la fine di un'epoca. Pionieri illustri di esplorazioni urbane quali Margaret Bourke con il suo ingombrante ma sensibile obiettivo puntato sulla società americana di colore in fila per il pane, oppure arrampicata sulle impalcature in costruzione del Chrysler Building a New York e ripresa dal collega Oscar Graubner.

Scatti femminili sul rutilante mondo dello spettacolo negli anni Quaranta, come quelli di Martha Holmes che immortala Frank Sinatra, elegantissimo, all'uscita di un teatro a Broadway, mentre Alfred Eisenstaedt sposta l'attenzione sulle sinuose forme delle ballerine di una scuola nella Grande Mela. Non mancano temi paesaggistici con sfondi desertici nel Nevada contrapposti al treno a vapore di John Dominis che spunta fumante tra i muri di neve del Donner Pass.

Numerosi i riferimenti a eventi storici, dalla seconda guerra mondiale al conflitto in Vietnam, dal programma Apollo allo sbarco sulla Luna, con la rivista Life esemplare nel proporre ai suoi lettori uno spaccato di grandissimo valore testimoniale dell'attualità e della contemporaneità.

Alla fine degli anni Settanta, però, la crisi della carta stampata iniziò a farsi sentire, a determinare un aumento vertiginoso dei costi e, in conseguenza a provocare un calo sempre più sensibile dei lettori così da provocare modifiche sostanziali al magazine che divenne mensile. In seguito passò di mano tra varie società editoriali mentre oggi risulta una pubblicazione inserita nel colosso Time . «Vedere la vita, vedere il mondo», questo l'obiettivo dichiarato di Life fin dal primo numero, tuttora un valido modello da seguire.