Storia del grande jazz in sei appuntamenti: si parte con Tomelleri

Al via stasera in largo Mahler con le origini del genere e le atmosfere di New Orleans

La parabola della musica si può anche «studiare» - almeno un po' - stando in platea, direttamente, ascoltando i brani. Meglio dopo aver dato almeno un'occhiata alla storia di questa arte, almeno le tappe principali. Un'occasione in questo senso arriva da laVerdi che da oggi fino al 10 agosto - in sei tappe - propone un viaggio nella storia del jazz, ospitando sul palco diversi protagonisti, da Emanuele Cisi Quartet a Dilene Ferraz-Sergio Lavia Ensemble, fino a Daniela Panetta Quartet. Si comincia stasera con gli All Stars di Paolo Tomelleri (ore 20.30 all'Auditorium in Largo Mahler) che si occuperà delle «Origini del jazz», gli arbori del genere, un momento in cui si può godere delle sviluppo e delle meraviglie del ragtime pianistico, di blues e spiritual, del periodo di New Orleans, lo Swing e il Boogie Woogie.

«Ci sono tanti modi di raccontare una storia che ormai ha circa 150 anni, attraverso i protagonisti, le tendenze musicali, gli stili, le evoluzioni degli strumenti - spiega Alessandro Cerino, poliedrico compositore, strumentista napoletano, ideatore di questa rassegna titolata C'era molte volte il jazz -. A questo proposito ho individuato diversi metodi di narrazione». Il motivo per cui Cerino ha pensato al progetto è tutto in una data. Nel 2017 ricorrono i cento anni della prima registrazione di jazz, ad opera di Nick La Rocca, con il brano «Livery Stable Blues». Non solo musica però. Lungo il viaggio si «incontreranno aneddoti, filmati, fotografie e contributi audio. «Ma soprattutto saranno i musicisti a farci ripercorrere i punti fondamentali del jazz», conclude il Maestro. Inaugurazione a parte, ecco il calendario degli appuntamenti. Giovedì 27 luglio è la volta dell'Alessandro Cerino quintet, dopo le origini raccontate dal collega Tomelleri, ecco gli anni Quaranta di «Bird» (Charlie Parker e dintorni, quando il jazz smette di essere intrattenimento) & il Bepop, Dizzy Gillespie, Bud Powell, Fats Navarro e Max Roach. Il decennio successivo in scena il 30: un'altra «rivoluzione», quella di John Coltrane, «probabilmente il personaggio più spirituale e che maggiormente ha vissuto la propria arte nel profondo della sua quotidianità». Il 3 agosto: «In principio era la voce»: storia della prima espressione artistica di jazz, dalle origini ai giorni nostri. Ancora, si va al 6 agosto: «... E il samba sbarcò in Usa», ovvero l'influenza della musica latina con samba, bossanova e calypso. Infine non poteva mancare il titolo «... E oggi?»; il jazz contemporaneo dal 1970 al 2017 che viene raccontato il 10 agosto da Cerino Ensemble. Ma anche l'occhio vuole la sua parte.

Dulcis in fundo una vera propria chicca a latere della programmazione musicale. Si tratta di una mostra che andrà avanti per tutta la rassegna, a cura di Roberto Polillo: il foyer della Galleria dell'Auditorium ospiterà i ritratti dei grandi protagonisti della musica afro-americana, realizzati dal figlio del celebre critico Arrigo Polillo, considerato uno dei maggiori fotografi di musica jazz.