Le storie della tragedia: i fidanzati marchigiani la «pr» e il vicino eroe

La Masella è morta subito, le sue due figlie ustionate. Gli studenti deceduti nel sonno

Una quarantenne milanese, moglie e madre di famiglia e una coppia di fidanzati, un ragazzo e una ragazza poco meno che trentenni, di origine marchigiana. Ecco chi sono le vittime dell'esplosione di ieri mattina dovuta a una fuga di gas tra il Ticinese e i Navigli al terzo piano di una palazzina che fa parte di un complesso di tre stabili e ha due ingressi, tra via Portoferraio 5 e via Brioschi 65.

La fuga di gas (e quindi la deflagrazione che ne è scaturita alle 8.57) è partita probabilmente dai fornelli della cucina a gas dell'appartamento dove abitava la coppia di maceratesi: Chiara Magnamassa, di Monte San Giusto, 22 anni, impiegata e il fidanzato Riccardo Maglianesi, di Morrovalle, 28enne impegnato in un master alla vicina università «Bocconi». Sarebbero morti nel sonno.

L'altra vittima è Micaela Masella 43 anni, che abitava nell'appartamento attiguo a quello degli studenti, quindi sempre al terzo piano, con le due figliolette di 7 e 11 anni e il marito 51enne. La donna era direttore relazioni esterne ed eventi del Centro Studi Coreografici «Carcano», scuola di danza fondata dai suoi genitori accanto all'omonimo teatro (con il quale però non ha legami). E' infatti la figlia di Aldo Masella, coreografo e regista, direttore della medesima scuola, già titolare della cattedra di Arte Scenica e Letteratura Poetica e Drammatica al Conservatorio di Musica Giuseppe Verdi di Milano (sezione di Como) è nato a Napoli ed affianca ad un'intensa attività di scrittore, quella di regista nei principali teatri italiani e stranieri. Per vari anni è stato critico musicale sulla pagina napoletana del «Tempo» ed ha collaborato con altri quotidiani quali il «Roma» e «Il Mattino» di Napoli.

Le due bambine, figlie di Micaela Masella, di 11 e 7 anni (quest'ultima è la più grave), sono ricoverate in prognosi riservata al centro grandi ustionati del Niguarda. Meno importanti le ustioni del loro papà, Giuseppe Pellicanò, anche lui rimasto ferito è ricoverato in un diverso ospedale.

Straziante il racconto dell'«eroe» Andrea Gibella, l'uomo che vive in via Brioschi 61 e ha portato in salvo la più grande delle bambine ustionate a causa dell'esplosione nel palazzo in via Portoferraio.

«Abito qua di fianco, ma ero qua al bar tabacchi seduto, ho sentito un boato, sono andato al portone qua di fianco e da li ho visto che c'era questa bambina che andava avanti e indietro. Sono salito sopra ho preso la bambina in braccio che mi ha detto: mi porti dalla mia mamma? e io ho risposto dov'e la tua mamma. Lei mi ha detto che era in cucina e io 'Vabbè, adesso scendiamo io e te? La bambina a quel punto mi ha chiesto: tu mi stai salvando?' E io le ho risposto: si amore ti sto salvando».

Gibella quindi ha riferito che gli è sembrato che la bimba stesse bene. «Era solo spaventatissima - ha precisato - mentre la sorellina più piccola era già in ambulanza».

Ci sono anche tre poliziotti feriti nelle operazioni di soccorso. Tra loro un giovane assistente capo che, dopo essere stato medicato ( tra le macerie ha riportato una lussazione alla spalla, ndr) è tornato sul posto per continuare a dare una mano. «Eravamo in sei colleghi e abbiamo aiutato tutti quelli che potevamo - racconta - La mia lussazione? Non è niente rispetto a quello che è successo. Proprio niente».