Stranieri, la Regione fa causa allo Stato

Il Pirellone pretende i rimborsi per le cure agli immigrati: 100 milioni anticipati dalle aziende ospedaliere

Da oltre otto anni la Regione Lombardia aspetta i rimborsi per le cure sanitarie erogate agli immigrati: 100 milioni di euro. Finora però ha visto poco o nulla. «Roma ci ha versato qualcosa, ma col contagocce» ammette l'assessore lombardo all'Economia Massimo Garavaglia.

Risultato: le aziende ospedaliere hanno curato gli stranieri (extracomunitari regolari e non) a loro spese, anticipando denaro e prestazioni. Adesso è arrivato il momento di regolare i conti. Altrimenti si andrà per vie legali.

La Regione Lombardia sta pensando a una causa legale contro il ministero degli Interni, in stile class action. Per ora l'assessorato ha inviato una lettera a tutti gli ospedali lombardi chiedendo un rapporto dettagliato di quanti stranieri sono stati assistiti e di quanto è stato speso negli ultimi anni. Una volta raccolti tutti i dati, gli avvocati della Regione procederanno a chiedere i rimborsi alle prefetture. E a inoltrare, entro l'estate, la richiesta di pignoramento dei beni dello Stato per un valore equivalente alla cifra attesa. A dar forza al piano è un precedente legale creato dall'azienda ospedaliera di Treviglio, provincia di Bergamo, che ha vinto la sua causa contro lo Stato e presto otterrà i rimborsi richiesti, circa un milione di euro. Anziché lasciare che ogni ospedale si muova per i fatti suoi, la Regione farà da coordinatrice.

«Abbiamo stimato l'ammanco sui 100 milioni di euro - spiega Garavaglia - ma si tratta di una stima prudenziale, potrebbe essere parecchio più alta». Tuttavia la cifra non influirà sull'operazione ticket. Si tratta infatti di residui, cioè di soldi di partite precedenti, che quindi potranno solo essere beneficio di cassa.

Sulla questione ticket si procede per altre vie. «Stiamo lavorando a qualche ipotesi di soluzione - spiega l'assessore lombardo - ma sicuramente riusciremo a ridurli e successivamente ad azzerarli entro la fine della legislatura». L'obbiettivo è «diventare la Regione in cui si pagano meno ticket in Italia».

Secondo i dati della Corte dei Conti, ad oggi i cittadini lombardi pagano 50 euro pro capite all'anno di ticket. In Emilia Romagna, si paga il 5 per cento in più, in Abruzzo il 9 per cento in più, in Liguria il 10 per cento in più e in Toscana il 23 per cento in più. Tra le Regioni a statuto ordinario, solo in Puglia si paga meno (44 euro pro capite all'anno) ma «poi i cittadini lombardi aiutano la Regione Puglia con quello che versano al fondo sanitario».

Si spera nel frattempo di rimpinguare un po' le casse. Per ora i tecnici della regione non fanno altro che far quadrare i conti gestendo tagli e riduzioni. Certo, la sforbiciata ricevuta da Roma sui finanziamenti, alla voce sanità, è stata inferiore rispetto alle aspettative ma comunque la Regione farà a ameno di 350 milioni di euro. «Anche in questo caso però - precisa Garavaglia - si tenga presente che abbiamo fatto bilanci prudenziali, immaginando uno scenario disastroso. Solo alla luce di questo i tagli risultano inferiori alle previsioni».

Commenti

angelomaria

Mer, 11/03/2015 - 19:52

come puo una gia'malasanita offrire ai nostri cittadini un servizio sanitario che solo ch'italiano paga ed a prezzo doppio triplo e quadruplo per assisitire chi non dovrebbe neanche il diritto di essere nel nostro territoio visto che la scure come sempre cade su i nostri concittadini mai su quelli dove e visto un'amor di patria cosi!!!