«Stranieri, rimborsi prima di Expo»

Ultimatum del Pirellone: nei mesi dell'esposizione i costi per l'assistenza ospedaliera rischiano il boom

«Il governo saldi i debiti con la Lombardia prima dell'emorragia di Expo». Questa l'ultima chiamata al ministero degli Interni da parte dei consiglieri lombardi prima dell'azione legale. I 100 milioni di euro attesi da otto anni a titolo di rimborso delle spese anticipate per curare gli stranieri non si sono visti. E la cifra, durante i sei mesi dell'esposizione, potrebbe lievitare in modo esponenziale. Dai banchi del Consiglio regionale, in parecchi appoggiano l'iniziativa dell'assessore regionale all'Economia Massimo Garavaglia che coordinerà la causa degli ospedali lombardi contro il ministero (passando ovviamente per le prefetture) per avere i soldi attesi da anni. «I tagli ai finanziamenti arrivano subito - commenta il capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo - I rimborsi non arrivano mai. È ora di far valere i nostri diritti, anche a costo di cominciare una guerra legale con Roma». D'accordo anche Fabio Altitonante, commissione Sanità, a nome di Forza Italia: «È più che giusto fare una battaglia sia politica sia legale. Non dimentichiamo che in questo ultimo anno la Regione Lombardia ha subito più tagli pur essendo la regione più virtuosa».

L'assessorato all'Economia sta raccogliendo le informazioni tra le varie aziende ospedaliere: dai primi risultati emerge che a Varese c'è un ammanco di circa 400mila euro, 720mila euro i soldi attesi a Lecco, 60 milioni quelli anticipati nel milanese per curare gli extracomunitari. Cifre che, in un bilancio già risicato, fanno la differenza.

A far ben sperare i legali che coordineranno la class action è il caso dell'ospedale di Treviglio, destinato a creare un precedente di giurisprudenza rincuorante. Dopo dieci anni di solleciti, lettere e richieste di rimborso, lo scorso aprile il direttore generale dell'azienda ospedaliera, Cesare Ercole, si è rivolto a uno studio legale per recuperare, almeno in parte, i soldi sulle prestazioni agli stranieri. L'ospedale ha così chiesto il rimborso delle cure effettuate da febbraio a maggio del 2008: a dicembre la prefettura di Bergamo ha provveduto al pagamento di 150mila euro. Ora si spera di fare lo stesso su larga scala. Prima che cominci Expo e le cure agli stranieri, regolari e non, lievitino. La Regione Lombardia da qualche anno è riuscita a risolvere uno dei nodi più grossi dell'era Formigoni: il rimborso per le cure ai pazienti provenienti da fuori regione. Ora si deve risolvere la questione degli extra confine nazionale. Con tutte le incognite del caso: impossibile infatti risalire al numero dei pazienti regolari (e per i quali, in teoria, le spese sanitarie dovrebbero essere sostenute dal paese di origine) e quelli irregolari. Una volta in pronto soccorso infatti vengono tutti registrati come Stp (stranieri temporaneamente presenti), titolo valido per sei mesi che dà accesso alle cure gratuite: basta compilare un modulo dove si dichiara il proprio stato di indigenza. Tuttavia spesso in quel modulo vengono anche scritti nome e cognome falsi per evitare controlli. Qualche tempo fa la Lega aveva chiesto che i medici, una volta curati i pazienti irregolari, rendessero note le loro generalità. Ma la proposta di legge era stata dichiarata anticostituzionale.