Strano dialogo tra balletto e opera

Sul palco il «Ballet » di Antheil e una messa in scena di Donatoni

Due gioielli di teatro moderno e contemporaneo condividono l'ottavo appuntamento di Milano Musica (domani 23 ottobre, ore 20.30) trasformando in palcoscenico la Sala Verdi del Conservatorio (nella foto, ndr). Ben settant'anni separano il leggendario Ballet mécanique di George Antheil, sul film visionario di Fernand Léger (1924), e Alfred, Alfred di Franco Donatoni (1995), deliziosa opera da camera che sfata il luogo comune dell'Avanguardia senza sorriso. Ma il tempo che li separa non affievolisce la forza e l'arguzia di un dialogo a distanza.

«La messa in scena del Ballet mécanique di Antheil e di Alfred Alfred di Donatoni - sottolinea Sonia Grandis - scaturisce dal desiderio di ridare presenza e ricordo a due importanti momenti artistici del secolo appena trascorso. Le due composizioni, una del 1924 con le immagini filmiche di Fernand Léger, e l'altra una sorta di opera buffa del 1995, condensano importanti esperienze musicali e visive con la leggerezza del divertissement e dell'ironia. La creatività e il gioco di squadra dei giovani artisti del Conservatorio e dell'Accademia di Brera, guidati dai loro docenti, hanno raccolto la sfida di trasformare scenicamente il palco della Sala Verdi per accogliere le due differenti creazioni».

«Alfred, Alfred annota Alessandro Solbiati -, composta nel 1995 da Franco Donatoni su libretto proprio a partire da un episodio autobiografico avvenuto tre anni prima in un ospedale di Melbourne, è una delle poche opere da camera realmente comiche prodotte da un autore delle Avanguardie. Di durata fulminante, poco più di mezz'ora, essa fonde personaggi e strumenti sotto gli occhi di un personaggio muto in scena, F.D.

Completa la serata un francesissimo connubio storico tra suono e immagine, il Ballet mécanique di George Antheil, che con il folle organico di 4 pianoforti e otto percussionisti segue e commenta la proiezione dell'omonimo film del pittore francese Fernand Léger». La parte musicale è affidata a Sandro Gorli, che dirige l'Ensemble del Conservatorio Verdi di Milano.