Lo street food del Fuori Salone

Mangiar bene, spendendo poco, per strada, si può. La moda, nata a Londra, sta contagiando anche Milano

Apecar dai colori più strani, prezzi bassi, buon vino, hamburger cotti a bassa temperatura. Lo Street Food sta contagiando anche l'Italia e il Fuori Salone non poteva non tenerne conto. Per la prima volta, tra gli eventi della Design Week, compare una manifestazione dedicata interamente al “cibo da strada”: Eat Urban Festival. Fino a domenica in via San Vittore 49, zona Sant'Ambrogio, i visitatori potranno rendersi conto che per mangiar bene si può anche spendere poco in una location diversa, all'aria aperta. La moda, nata a Londra, si è diffusa rapidamente in tutta Europa e ora, con un po' di ritardo, ha raggiunto il successo anche in Italia.

Dietro la novità di un business così creativo e orginale, si contano molteplici ragioni. Aprire un locale o un ristorante richiede di sicuro un investimento iniziale ben più rilevante. Per molti però non è solo questione di soldi, ma una vera e propria scelta di vita. Andrea Carletti, architetto di 41 anni, nel 2012 in occasione delle olimpiadi londinesi, ha lasciato da parte gli attrezzi del mestiere e ha scelto di girare con un apecar la metropoli britannica. Oggi è il fondatore di un marchio vincente e al Fuori Salone propone i suoi hamburger al granchio reale con salsa coreana. Una fila degna di nota affolla il suo banchetto. Non solo cibo. Lo street food è anche buon vino, come dimostra l'apecar di Filippo, sommelier di 35 anni.

Il suo carretto, costruito con scatoli di legno, è in giro per l'Italia dall'estate scorsa e, da ora fino a ottobre, sarà a Milano per “sfruttare il flusso di visitatori del Fuori Salone e dell'Expo”. All'appello non può mancare la cucina vegana. Sara Samuel, 36 anni, racconta che l'idea di stare ferma e aspettare la gente in un ristorante non le piaceva -“volevo cucinare in strada”. Il suo“piatto spilucco” (ingrendienti alla base: cereali, legumi e verdure) è una specialità per palati fini e non solo per vegani. Partecipa al festival anche la signora Sonia, titolare di un'azienda napoletana. Con il suo aiutante sforna sfogliatelle e babà da mezzogiorno fino a tarda notte. La previsione per domenica è di oltre sei mila pasticcini venduti. Il Fuori Salone in versione Street Food per ora sta accontentando tutti, o quasi. Gli unici infastiditi sembrano essere i ritardatari, quelli arrivati dopo le 22:30. Il cibo per loro è terminato in quasi tutti gli apecar. Nessuno forse si aspettava tanta gente, neanche gli organizzatori. Ma si sa, anche questo è il bello del Fuori Salone.