Stressati ma in forma Ecco tic e ossessioni dei milanesi del 2013

Stressati, non troppo sportivi anche se piuttosto attenti all'alimentazione e ancora di più alla linea. Ecco i milanesi, così come risultano dalla fotografia scattata dalla Doxa nell'indagine effettuata in occasione della Giornata contro il fumo per la Lilt (lega per la lotta ai tumori).
Alla domanda «lei si considera stressato» sei milanesi su dieci hanno allargato le braccia e hanno risposto «sì». Senza se e senza ma. È soprattutto il lavoro la fonte primaria di stress (per il 41 per cento), quello che c'è o probabilmente quello che non c'è. Mentre al secondo posto c'è la famiglia (27%). I milanesi percepiscono uno squilibrio tra le richieste avanzate nei loro confronti e le risorse a disposizione per far fronte a quelle richieste. Quanto più quello squilibrio aumenta quanto più sale il livello di stress. A Milano solo un paio di anni fa il Comune aveva realizzato addirittura un «Libro bianco dello stress» per individuare i punti critici e cercare una via d'uscita. Che pare ancora da trovare. È probabilmente il pesante incrocio tra lavoro e famiglia che fa dire a un milanese su tre (probabilmente “una” milanese su tre) di essere abbastanza/molto stressato. Creano infatti meno stress l'invecchiamento (2%), i soldi (6%) o la salute (7%) piuttosto che la vita frenetica cittadina (11%) e gli spostamenti nel traffico fonte di irritazione aggiuntiva per il 13% degli intervistati. Smog e inquinamento restano due temi sui quali i milanesi sono decisamente sensibili (il 94%). I milanesi comunque non dimostrano di arginare lo stress a tavola. Corrono nel traffico, impazziscono sul lavoro, si dannano dietro ai figli ma quando arrivano a tavola tra l'insalatina e un bel piatto di pasta stracondito non hanno dubbi: insalatina. L'alimentazione sana e equilibrata è importante per il 90 per cento degli intervistati. Uno su tre si dichiara «molto» attento. Il 18 per cento presta molta attenzione alla forma fisica a fronte di un 27 per cento che invece non se ne occupa quasi o per nulla. Secondo quanto risulta all'assessorato al Benessere del Comune di Milano sono aumentati negli ultimi tempi quelli che si sono dati alla corsa. Però secondo i dati della Doxa c'è ancora un discreto zoccolo duro di milanesi che lo sport lo fa seduto sul divano di casa. Il 62 per cento dichiara non fare alcuna attività sportiva a fronte di un 38 per cento che pratica almeno un'ora a settimana. Rispetto alle 2010 le donne avrebbero diminuito un po' l'attività fisica. Comunque anche se non fanno nuoto, corsa, palestra o tennis secondo la Doxa il 90 per cento dei milanesi fa delle attività fisiche. Blande quanto si vuole però «attività», come camminare, salire o scendere le scale, andare in bicicletta. Il 52 per cento dice di non entrare mai in un fast food, kebab o paninoteca che sia. Solo uno su quattro ammette di cedere una volta al mese al panino farcito. Né è vero che l'aperitivo sia una mania così diffusa: il 41 per cento non si butta negli happy hour appuntamento irrinunciabile una volta alla settimana per il 9 per cento e una volta al mese per un milanese su tre. Sarà perché come ha segnalato ieri un'indagine di Amazon.it Milano la città dove si legge di più in Italia? Forse, salvo poi scoprire che il best seller più venduto è «Cinquanta sfumature di grigio».