Strettoie e ingorghi L'odissea delle auto fino ai padiglioni

Nella lista nera delle opere il collegamento da Zara e la provinciale Rho-Monza

Da mesi si sa che Expo non renderà la vita facile agli automobilisti: gli ingressi all'area non saranno accessibili alle auto private ma solo a quelle autorizzate (taxi e navette) e i parcheggi si potranno utilizzare solo se prenotati in anticipo. Fin qui va bene. I veri ostacoli alle auto saranno le infrastrutture, pronte solo a singhiozzi in alcuni nodi chiave e ad altissimo rischio ingorghi. Unica garanzia, per non perdere le mezz'ore imbottigliati in code e gimkane, è percorrere un tratto dell'Auto Laghi, uscire a Lainate e raggiungere uno dei parcheggi più vicini.

A una decina di giorni dall'inaugurazione, ci sono alcuni punti critici impossibili da recuperare per tempo. Primo fra tutti la strada Zara-Expo che stamattina sarà oggetto di un sopralluogo in una delle sue falle principali: l'area tra via Eritrea e via Stephenson. Il collegamento, costato 110 milioni di euro, ha dovuto fare i conti con due mesi di lavori persi: prima per un'azienda interdetta dalla prefettura per connessioni con la 'ndrangheta, poi per il suo fallimento e la sostituzione. E via Stephenson, una lunga «strettoia» in curva, non è esattamente un modello di sicurezza né di traffico scorrevole. Non solo. La strada, per ora, sfocia in una specie di labirinto per topi. Il primo sottopasso è pronto ma quello in corrispondenza del Triboniano non sarà finito, pare, prima di luglio. Tentando di raggiungere un ingresso al villaggio Expo ci si avventura in una serie di viuzze di periferia, quelle che ti danno la netta sensazione di aver sbagliato strada. Solo chi non molla e non perde la fiducia arriva finalmente a un ponte e alla porta Roserio, l'accesso più a ridosso del padiglione Italia. E in teoria quello più battuto.

Problema numero due: la Rho-Monza, gestita dalla società Serravalle, un'arteria fondamentale per far confluire il traffico verso i padiglioni. In teoria la strada provinciale, catalogata tra le opere connesse, avrebbe dovuto essere riqualificata e potenziata. Di fatto mancando ancora i soldi per realizzarla e il collegamento si presenterà all'appuntamento con il primo maggio nella peggiore delle versioni: quella dell'«un po' sì e un po' no», con una strada realizzata per un quarto rispetto al progetto iniziale. Questo il risultato delle barricate dei comuni attorno a Milano contro l'opera, dei ritardi negli espropri, dei finanziamenti mai arrivati.

Nell'elenco delle opere di accessibilità ad Expo ci sono stati anche dei grossi depennamenti: lo stralcio della linea 6 del metrò, innanzitutto, e quello della variante sulla tratta sud della statale Varesina. Sforano invece con i tempi, in base alla lista «nera» stesa da Assolombarda, la metro 4, il potenziamento ferroviario Rho-Gallarate, il raccordo a Y per Malpensa, il prolungamento ferroviario dal terminal 1 al terminal 2, la Pedemontana e la Tangenziale Est.

Realizzati per tempo la nuova via Cristina di Belgioioso, il collegamento da Molino Dorino all'autostrada A8, l'adeguamento dell'autostrada dei Laghi tra svincoli Fiera e Expo. Lo sa bene chi percorre ogni giorno quei tratti ed ha a che fare con i restringimenti per i cantieri e con carreggiate cancellate e ridisegnate di continuo.