Da studentessa di legge a pentita di camorra

Nel libro di Fabrizio Capecelatro le memorie di Rosa Amato, divenuta boss per vendetta

Valentina Gioia

«Nonostante facciano male, a volte mi ritrovo a cullarmi fra i ricordi di quei momenti che non torneranno mai più. Posso piangere, gridare, agitarmi, ma non torneranno più perché sono andati via con lui». Si apre con queste righe il libro «Omissis01» (Ed. Tralerighe) di Fabrizio Capecelatro, scrittore e giornalista milanese, ma napoletano di origine e «di spirito», che attraverso una rielaborazione giornalistica riporta le memorie della protagonista, estrapolate dal diario di Rosa Amato durante i mesi di isolamento in carcere. Ma sono soprattutto i ricordi antecedenti quel «maledetto 19 marzo 1999», giorno in cui il fratello Carlo veniva ucciso in una rissa in discoteca, a gelare maggiormente. Perché, come viene ribadito più volte, la vita può cambiare da un momento all'altro e a noi non restano altro che i ricordi da tenere nel cuore. L'elaborato dell'autore è pregevole: un'emozione continua, che va ad accrescere per ciascuna delle 138 pagine che lo compongono. «Omissis 01» tratteggia l'evoluzione dei personaggi alla pari delle serie tv più acclamate, e durante la lettura ci sembrerà di avere tra le mani una vera e propria sceneggiatura di un film, portando con sé, in modo particolareggiato il modo di sentire e di vedere della protagonista. Il clan Amato, di cui Rosa fa parte, nasce in risposta all'omicidio del fratello Carlo, avvenuto durante una rissa in discoteca. Complice la mancanza di testimoni e/o il muro di omertà che si è eretto nell'immediato, ha fatto in modo che gli assassini restassero impuniti. Date le premesse, il padre di Rosa decide di farsi «giustizia» da solo, creando un vero e proprio clan, con l'obiettivo di contrastare gli affari dei Casalesi, per la famiglia Amato gli unici responsabili della morte del giovane. L'odio verso quelle persone che le hanno portato via il fratello, porterà Rosa ad incarnirsi sempre più nel clan emergente, rendendola una vera e propria camorrista. Gli Amato sono riusciti ad affermarsi sul territorio di Santa Maria Capua Vetere, alla pari del clan nemico, ma qualcosa va storto. Una serie di arresti fermerà l'ascesa, portando tutti i componenti in carcere, tra cui la stessa Rosa. Solitudine, riflessioni, ma soprattutto l'amore verso la figlia le faranno prendere la decisione più importante: darsi una seconda possibilità.