Gli studenti danno i voti Prof promossi a sorpresa

Più di mille gli alunni che sono stati interpellati. Se l'istruzione è ok, le strutture sono bocciate

Gli studenti raccontano gli studenti con un'inchiesta in quindici scuole di Milano che ha coinvolto un migliaio di ragazzi. Si chiama #Scuolaincorso, è nata nelle redazioni dei giornalini di classe, l'Attenzione del Sacro Cuore, l'Oblò sul cortile del Carducci e l'Obranoel del Leonardo. È un questionario di sette domande che non fa nessuno sconto, della scuola si valuta tutto, strutture e didattica, tecnologia e professori. Il risultato ha fatto pensare perché l'anonimato garantito non ha minato la serietà: risposte meditate e precise, come i voti sul registro. Ecco la pagella, con tanto di motivazioni scelte tra quelle più significative:

PROFESSORI? VOTO 7 o 8. MA SE SI APPLICASSERO..

A fare la differenza nei giudizi complessivi al sistema scolastico sono spesso i prof. Premiati dai ragazzi con voti sempre alti (la media è 7.5), ma con qualche nota a margine.

«Voto 8: per avere il massimo, dovrebbero avere più apertura culturale e dialogo con gli studenti. Oltre alla preparazione scolastica dovrebbero lanciare lo studente verso il mondo del lavoro, aprire le tematiche attuali (omofobia, sostanze stupefacenti, ecc) e non avere nessun tipo di moralismo».

«Voto 7: nella maggior parte dei professori che ho avuto come insegnanti, non vi è alcuna apertura ad un serio rapporto alunno/maestro. Non penso che la sola preparazione professionale possa determinare la bravura di un professore. Molto rari sono stati i dialoghi pertinenti ad eventi contemporanei, di riflessione o di puro rapporto e discussione».

STRUTTURE RIMANDATE MA C'È POTENZIALITÀ

Gravi carenze negli edifici e nei servizi: dalle aule alle palestre, dal wifi ai bar, gli studenti stanno bassi nei voti assegnati alle strutture scolastiche.

«Voto 5: La scuola dovrebbe avere una struttura più adeguata ad ospitare 1000 studenti (servizi igenici più consoni e alcuni laboratori sono usati poco)»

«Voto 6: Le aule e le strutture in generale dovrebbero essere tenute bene e ci dovrebbero essere più uscite didattiche».

IL PROGRAMMA DI STUDIO: MANCA L'ATTUALITÀ

L'extrascolastico dovrebbe far parte dello scolastico. La maggior parte degli intervistati sottolinea l'importanza dell'uscire dalla classe, sia fisicamente (sono molto apprezzate e richieste le gite d'istruzione) che nel momento della discussione in aula: politica, casi di cronaca, e i grandi temi anche scomodi.

«Voto 6: L'autogestione di quest'anno fa scoprire la nostra necessità di dialogo: c'è una grande tensione a quel che sta "al di fuori" di queste quattro mura. Paradossale però che si sia mostrata in un evento gestito da studenti, in totale assenza dei professori quando proprio questi dovrebbero farsi carico di questo tipo di esperienze»

«Voto 7: La scuola dovrebbe essere quel posto in cui si impara, non si studia, che è diverso».

I COMPAGNI: UNITI Sì, MA NON SIAMO TUTTI UGUALI

L'appartenenza e il coinvolgimento sono importanti, ma alla scuola si chiede di non essere considerati una massa indistinta e di apprezzare e valorizzare le singole capacità.

«Apprezzo la discreta e perpetua attenzione da parte dei prof e compagni nei miei come confronti. Sperimentato uno sguardo così, nessun muro rovinato o tapparella rotta o panini indigeribili possono mutare il mio giudizio sulla scuola che frequento»

«In ogni materia, partendo dai propri gusti personali, c'è un punto che tocca il cuore, c'è l'invito a scoprire qualcosa di più su di te, rispondendo a chi nei secoli ha avuto la curiosità su di sé e sul mondo»

«Della mia scuola sono soddisfatto perche' non ha come scopo quello di riempirmi di informazioni, ma tramite lo studio vuole farmi crescere.»

«Per avere 10 dovrebbe avere un corpo docenti interessato al singolo studente e non al gruppo classe in sé».

LA SCUOLA DEL FUTURO: UNA «SECONDA CASA»

Gli studenti hanno una visione chiara di come dovrebbe essere concepita la scuola di domani: più aperta, attenta e accogliente - siamo lontani dalle bacchettate sulle dita. Famiglia sì, ma non asilo nido: la speranza è costruire un rapporto maturo con i propri compagni e professori. Tutti separano il piano didattico da quello umano, con espressioni del tipo «l'offerta formativa è buona… anche umanamente c'è ….».

«Vorrei parità di trattamento senza alcuna discriminazione e un coinvolgimento sincero: lezioni come se fossimo “fra di noi”»

«Negli anni in cui ho frequentato questa scuola, ho trovato sia nei professori che nei compagni degli interlocutori con cui confrontarmi, a partire da argomenti scolastici, su aspetti che più mi interessavano per la mia vita. Solo così studiare è diventata una attività interessante e non "un obbligo da pagare a questa società"»