«Via subito l'infopoint» Ma potrebbe rimanere fino al prossimo anno

Dal Portello a Calvairate, le idee dei politici che vogliono sfrattare le torri da via Beltrami La giunta frena: «Riprogettiamo la piazza»

L'avviso di sfratto «immediato», subito dopo la chiusura di Expo (e ormai mancano 48 giorni) è bipartisan. Il capogruppo della Lega Alessandro Morelli era stato il primo a presentare una mozione, poi è arrivato l'ordine del giorno della maggioranza - primi firmatari Luca Gibillini (Sel) e Elisabetta Strada (Lista civica x Pisapia) - per impegno pubblicamente la giunta a traslocare in tempi brevi i due padiglioni da via Beltrami. La discussione in aula a maggio era stata rinviata per chiarire il nodo dei costi di smontaggio e cosa prevede la convenzione tra Comune e società Expo che ha in concessione d'uso l'area fino al 31 dicembre (e ha affidato a Fondazione Triennale la costruzione e gestione delle strutture). Ma il tempo per affrontare la «pratica» è arrivato, entro fine mese il presidente della Commissione Expo Ruggero Gabbai (Pd) convocherà una seduta ad hoc e la giunta giorni fa ha aperto il dossier per non arrivare impreparata all'incontro con i gruppi di centrodestra e sinistra che sul tema vanno eccezionalmente d'accordo. Gibillini nell'ordine del giorno rimarcava che la costruzione del gate «è stata contestata da molti cittadini e rappresentanti delle istituzioni». In questi mesi dice «un'ipotesi suggestiva è arrivata da zona Calvairate: la bibioteca va ristrutturata ma il progetto comporta la chiusura per 2 anni. I padiglioni potrebbero servire come struttura temporanea». Anche per il capogruppo di Sel Mirko Mazzali «chiusa l'Esposizione non ha ragione di rimanere in piazza Castello, potrebbe finire sulle aree del post Expo, magari come spazio informativo per il futuro campus universitario. Ovviamente i costi di smontaggio devono essere a carico della società». Un punto chiave anche per il consigliere di Forza Italia Gianluca Comazzi: «É stato collocato nel posto peggiore di Milano, andando ad oscurare il nostro meraviglioso Castello. Va smontato il prima possibile e spostato solo a patto che avvenga a costo zero per il Comune. Difficile immaginare un quartiere dove la struttura possa integrarsi bene, meglio trovare un luogo nell'area metropolitana». Sotto le torri del Filarete «deturpa il luogo - è critico il consigliere Pd Gabriele Ghezzi -, spero sia tra le tante cose da dimenticare di questo Expo. Ora portiamolo in una zona fuori dal centro come spazio sociale o culturale. Dove? C'è solo l'imbarazzo della scelta, negli ultimi dieci anni 'è stata una lenta ma costante desertificazione in periferia».

Calma e gesso è invece la linea che parte dalla giunta. Per l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso intanto «è difficile che una volta esaurita la funzione i padiglioni possano essere smontati e piazzati altrove, personalmente non credo ne valga la pena sia dal punto di vista estetico che per i costi. Invece, poichè i musei del Castello con la Pietà di Michelangelo sono diventati ancora più attrattivi e in centro c'è bisogno di sale per conferenze e incontri, finchè il manufatto “regge“ e non bisogna affrontare spese di manutenzione può rimanere in via Beltrami come infopoint per i turisti,, anche un anno, il tempo di elaborare il progetto per la sistemazione definitiva di piazza Castello». Un'opinione più o meno condivisa dall'assessore ai Lavori pubblici Carmela Rozza. La struttura è stata progettata per «reggere» fino a tre anni, quindi anche all'inverno. E da aprile a settembre 2016 la Triennale ospiterà la XXI Esposizione Internazionale dal titolo «21st century, Design after Design». «Sarebbe funzionale come punto informativo e per gli eventi collaterali». In più, a 8 mesi dalla fine del mandato «potremmo lanciare un concorso di idee per il progetto definitivo di piazza Castello pedonale, ma è improbabile che partano le opere. Senza farsi prendere dalla fretta, si può tenere lì l'Expo Gate ancora per un anno. Ipotesi alternative? L'area del Portello». Il coordinatore di NoixMilano Nicolò Mardegan insiste invece sull'«eliminazione immediata, ha già oscurato troppo il Castello. E la giunta non aspetti tanti a risistemare la piazza, abbiamo già un progetto: panchine, fioriere, servizi, colonnine per ricaricare i cellulari». Per l'archistar Stefano Boeri aveva lanciato una petizione on line contro la struttura, e la considera al pari di un tendone se dice: «É semplice da smontare e piazzare, si può tirare fuori quando serve, per le settimane della moda o del mobile». Fabrizio De Pasquale (Fi) copia la Lega e annuncia «le ruspe» non solo per i gate, «da portare in periferia a scopo sociale», ma «per l'inutile isola pedonale del Castello».