Sugli aumenti Imu Letta gela Pisapia: «ballano» 95 milioni

La buona notizia arriva via Twitter dal vicepremier Angelino Alfano: «Ho firmato il decreto che attribuisce ai Comuni il mancato introito dell'Imu». Sono 73 milioni per Milano. L'Anci proprio da Palazzo Marino lunedì aveva lanciato un ultimatum al governo. Poi la tegola dal ministro per gli Affari regionali Graziano Delrio: «Il premier Letta e io avevamo deciso la copertura integrale dell'imposta, e così è stato fatto, ma sui nuovi aumenti delle aliquote bisognerà ragionare». E a Milano si apre un buco «virtuale» di 95 milioni. Soldi che ballano. L'assessore al Bilancio Francesca Balzani avverte; «Sarebbe inaccettabile se non fossero garantiti gli aumenti» già deliberati dalla giunta Pisapia per il 2013. Il sindaco li aveva definiti rincari «virtuali». Anche se l'imposta sulla prima casa era cancellata la giunta ha votato due delibere per alzare dallo 0,4 allo 0,575% l'aliquota, e da 139 milioni a circa 240 i trasferimenti compensativi promessi a giugno da Letta. Se venisse coperta solo la quota 2012 «sarebbe iniquo - attacca la Balzani -, Torino l'anno scorso aveva già alzato al massimo l'Imu, allo 0,6%. Milano che ha votato gli aumenti solo quest'anno viene penalizzata?». Recuperare 100 milioni in extremis con i tagli «vorrebbe dire tagliare servizi, inaccettabile». Confida che Letta mantenga i patti. E «le incertezze sul Bilancio aumentano di giorno in giorno, ora si parla di anticipazione a dicembre della Service tax». Ieri incontro Pd-sindaco: per alzare l'esenzione Irpef a 20mila euro il partito propone un altro aumento virtuale dell'Imu allo 0,6, tra le ipotesi l'Irpef allo 0,8% per tuttii senza scaglioni. Riaperto anche il caso dei rapporti tesi con l'assessore D'Alfonso. Quello alla Scuola Cappelli invece ha riaperto sui fondi alle paritarie: «Non a pioggia ma per fasce deboli».