Suicida con un coltello nel cuore

Formalmente aveva ancora una moglie e un figlio a Colombo, in Sri Lanka, con i quali manteneva normali rapporti affettivi, senza fratture, dissidi o tensioni e a cui mandava anche del denaro. Tuttavia come si può chiamare famiglia quella da cui si vive a quasi 11mila chilometri da oltre dieci anni, se si eccettua qualche vista sporadica? Nilantha Ajith Don Pathinidurage, cingalese, 48 anni, aveva svolto vari lavori come domestico e autista, ma non progettava, almeno a breve termine, di tornare nel sub continente indiano visto che aveva addirittura preso la cittadinanza italiana, che viene concessa dopo almeno dieci anni di residenza e lavoro in Italia. Qualcosa però in lui deve essersi spezzato in maniera definitiva visto che si è ucciso conficcandosi un coltello nel petto. L'hanno trovato a terra, davanti alla porta della cucina ieri, poco prima delle 10, la coppia di due giovani sposi connazionali, genitori di un bimbo piccolo, con i quali il 48enne condivideva un trilocale (due camere da letto, un bagno e la cucina) al secondo piano di uno stabile in via Fratelli Rosselli, una strada di un quartiere popolare e vivace a Cinisello Balsamo. La coppia ha visto l'amico vivo per l'ultima volta venerdì sera: si sono salutati mentre lui si cucinava qualcosa da mangiare e loro andavano a letto.
Sul posto, subito dopo il 118, sono arrivati gli investigatori del commissariato locale e la Scientifica. Per un po' si è pensato anche a un omicidio «camuffato» da suicidio, tuttavia non solo sul cadavere non c'erano segni di lotta e le tre ferite sull'addome evidenziavano, come ha poi spiegato anche il medico legale, che quella mattina (il sangue era fresco) il cingalese aveva tentato già due volte di accoltellarsi, riuscendoci al terzo tentativo, ma anche l'abitazione era perfettamente in ordine.
L'elemento chiave che alla fine ha fatto propendere gli investigatori del commissariato di Cinisello per il suicidio (anche se l'ultima parola, come sempre, la dirà l'autopsia) sono però i numerosi antidepressivi trovati nella stanza del morto. L'uomo, che ha vissuto tra Milano e dintorni dal 2009, al momento era disoccupato perché il suo disagio mentale gli aveva fatto perdere uno dopo l'altro tutti i lavori che aveva trovato. I farmaci in questione gli erano stati prescritti in Sri Lanka e riusciva a farseli portare dall'Asia grazie a un connazionale che andava spesso laggiù. Anche lui ieri è stato sentito a lungo dalla polizia.
Nel 2009 Don Pathinidurage, che all'epoca faceva il domestico, era stato denunciato a piede libero per violenza sessuale dopo che una cameriera con la quale lavorava e si frequentava si era rivolta alla polizia.