Suicida in metrò: bloccata la Rossa

Un uomo di 42 anni si è tolto la vita ieri in tarda mattinata lanciandosi sotto un convoglio della metropolitana sulla linea rossa. La vittima è morta sul colpo, rendendo inutile ogni soccorso. Le operazioni per il recupero del corpo e i rilievi hanno però imposto un lungo blocco della circolazione che è poi ripresa regolarmente solo a metà pomeriggio.
Per togliersi la vita, Andrea C., ha scelto la fermata Precotto della linea 1, forse perché la più vicina all'ospedale Niguarda dove era da tempo in cura per forti esaurimenti e stati depressivi. Verso le 13 è sceso nel mezzanino, si messo in un angolo in attesa dell'arrivo del treno, confondendosi tra gli altri passeggeri. Quando il convoglio è sbucato dalla galleria con un balzo ha superato la linea gialla e si è lanciato sui binari. Il conducente non ha potuto fare nulla: ha provato a frenare, ma l'uomo è subito scomparso sotto le ruote. Rapidamente sono stati fatti scendere tutti i passeggeri, allontanati insieme a quelli in attesa, mentre venivano attivati i soccorsi. Di lì a pochi istanti sono scesi i vigili del fuoco e il personale del 118, che ha subito constatato il decesso.
Concluse le complesse operazioni per estrarre il corpo da sotto il convoglio, è intervenuta la polizia per i rilievi. Addosso alla vittima solo la carta d'identità, che ha consentito una rapida identificazione, ma nessuno scritto o biglietto che potesse spiegare il gesto. Anche se i suoi continui ricoveri al reparto psichiatrico di Niguarda lasciano pochi dubbi sulle sue condizioni emotive. Nel frattempo l'Atm aveva attivato un servizio sostitutivo di superficie tra Sesto Marelli e Rovereto, proseguito fino alle 16 quando, completate le ultime formalità, la linea è stata riaperta la circolazione riattivata.