Sul palco della Verdi un Gala australiano

Mentre l'Expo si avvia al giro di boa, prosegue il viaggio dell'orchestra Verdi attraverso le sonorità del pianeta: dopo il successo della Swing Symphony di Marsalis e la tappa di Around the world dedicata al Belgio, questo fine settimana è la volta della selvaggia Australia. Protagonista uno strumento a fiato che dalle nostre parti non si vede, né si ascolta, molto spesso: il didgeridoo, un tubo lungo fino a 4 metri costruito con legno di eucalipto scavato dalle termiti che si nutrono della sua pasta fino alla corteccia. Curiosità: il nome è onomatopeico, e si rifà al timbro inconfondibile di questo «alpenhorn» australe. A suonarlo, domani (ore 20.30) e domenica (ore 18) sul palco dell'Auditorium, sarà il musicista aborigeno William Barton, noto per la sua attività a sostegno delle tradizioni musicali della sua terra e per la ricerca di contaminazioni con la grande musica europea. A Milano presenterà, in prima italiana, la sua Kalkadungu, scritta a quattro mani con Matthew Hindson, un brano di grande impatto evocativo che parla di uno scontro di civiltà, quella occidentale e quella aborigena, e della difficoltà di dialogare e costruire un futuro comune. Filo conduttore la vicenda storica della tribù Kalkadunga, di cui Barton è membro. Un'opera in cinque tempi (circa 25 minuti) difficilmente inquadrabile nei canoni della musica occidentale, che alla sua prima europea, all'ultimo festival delle Notti bianche di San Pietroburgo, è piaciuta moltissimo. Sul podio, come al Mariinsky, il giovane direttore australiano Daniel Smith, talento emergente che mancava a Milano dal 2012. Nato a Mount Isa nel 1981, Barton è custode di una tradizione familiare, quella del didgeridoo, che ha appreso dallo zio Arthur, un anziano capotribù del Queensland. Strumentista precocissimo e pluripremiato, già a 15 anni era in tournée negli Usa, e a 17 suonava da solista con la Sinfonica del Queensland. Fondamentale la sua collaborazione con il compositore tasmaniano Peter Sculthorpe, che nel 2004 ha scritto per lui il suo Requiem. Musica dagli antipodi del mondo, dunque, ma ce ne sarà anche per gli appassionati di Beethoven, con due capolavori del genio di Bonn: l'overture Le Creature di Prometeo e la monumentale Eroica. In mezzo, la prima assoluta di «Belgio», la sesta delle Expo Variations commissionate dalla Verdi al compositore Nicola Campogrande. Biglietti da 15 a 35 euro.