Sul voto lo spettro della crisi, Fi punta su imprese e lavoro

Forza Italia mette a punto la campagna elettorale Incontri territoriali ed eventi: primo sulle grandi opere

Il nome di Berlusconi e la battaglia per la crescita economica. In un momento di incognite per l'economia, con il Nord produttivo preoccupato, Forza Italia mette a fuoco temi e strategia della prossima campagna elettorale. L'assemblea regionale degli azzurri si è riunita l'altra sera a Sesto San Giovanni. Con la coordinatrice lombarda Mariastella Gelmini, c'erano gli eletti a Roma e in Europa, gli assessori e i consiglieri regionali e i consiglieri comunali di Milano.

Confermata la compattezza del partito - a dispetto di chi vede e lavora per movimenti diversi - è stato individuato l'obiettivo elettorale. I sondaggi parlano di un consenso intorno al 10 per cento su base nazionale ma l'asticella per la primavera è stata fissata a un livello corrispondente a quello delle elezioni precedenti. Un risultato a portata di mano, che sarebbe considerato il punto di partenza su cui innestare un rilancio.

Una base più solida, ovviamente, di quella di altre formazioni eventuali. Fi punta tutto sui suoi interlocutori storici, «l'Italia che produce e che lavora». Quindi battaglia per la ripresa, per il sì alle infrastrutture, per un taglio vero delle tasse. «Dire no Tav - ha avvertito ieri Gelmini - è dire no a crescita e sviluppo, no a occupazione e ripresa industriale e sì a recessione e decrescita». «Altro che un 2019 bellissimo, se il governo non inverte la rotta porterà l'Italia nel baratro» ha aggiunto riferita al premier Giuseppe Conte, giudicato «molto tentennante» nella sua visita ad Assolombarda. «Molto a disagio, era chiaro che non aveva un agenda politica gradita agli imprenditori, se non un reddito di cittadinanza che sfonda il bilancio pubblico». Fi si accrediterà sempre più come partito delle imprese, dei commercianti, delle partite Iva, di chi «lavora e non aspetta il reddito di cittadinanza».

Sì alla Tav dunque, a Pedemontana e al Terzo valico. Fi varerà un osservatorio sulle opere bloccate. E incontri con la categorie per definire un'agenda economica. Il primo evento a metà mese, proprio sulle infrastrutture. Il coordinatore milanese Fabio Altitonante ha lanciato una proposta. «Da qui -dice - abbiamo lanciato i comitati per il presidente, Silvio Berlusconi, e ora li porteremo a livello nazionale. Noi ci siamo, al fianco del nostro presidente ancora una volta in campo con generosità». Presenti gli assessori regionali Giulio Gallera e Fabrizio Sala e il deputato Alessandro Cattaneo. I comitati saranno moltiplicati. «In Lombardia, e in tutta Italia - spiega il capogruppo milanese Gianluca Comazzi - stiamo ripartendo dal basso, per recepire le istanze dei cittadini e presentare una proposta credibile per tutte le categorie sociali. Presenteremo liste competitive, con persone preparate che ben conoscono le esigenze dei territori. La proposta di Forza Italia è ancora la più credibile».

Il target è un risultato non solo a due cifre, ma di tenuta. «Abbiamo analizzato il voto per Fi - spiega Pietro Tatarella, vice coordinatore regionale - confrontando ultime europee e regionali 2018. Obiettivo a portata di mano è arrivare il più vicino possibile al 16,9% dell'ultimo voto. Numeri alla mano, non è impossibile. Parleremo di economia, impresa, ce lo chiedono i nostri interlocutori. Sull'immigrazione non siamo certo contro Salvini, ma i numeri parlano di recessione, Salvini non può limitarsi a visitare i cantieri, deve prendersi delle responsabilità e decidere». E il Nord produttivo lo conosce bene Massimiliano Salini, membro della commissione Industria e Ricerca dell'Europarlamento. «Forza Italia è l'unico partito in Italia del Ppe, che sarà maggioranza anche a a giugno a Strasburgo. Fi può tenere l'Italia nel cuore dell'Europa, che resta il più rilevante mercato interno mondiale. Altri partiti coltivano l'illusione di prescindere da un rapporto costruttivo con l'Europa, blandiscono le legittime perplessità degli italiani, ma in politica si deve costruire una proposta. Ci sono stati errori che devono essere aggiustati vero, ma lisciare il pelo alla paura, facile e redditizio sotto elezioni, nel tempo genera solo scontento». Riferimenti alla Lega? «Io vedo risposte forti e accattivanti, ma chi fa impresa - aggiunge Salini - vede di buon occhio solo le risposte credibili. Noi partiamo dal centrodestra, il nostro bersaglio è la politica dei 5 Stelle, che va contro la storia industriale del nostro Paese».