Sulle aree di Expo lo sport milanese ricomincia da tre

L'idea è di realizzare un campus e un impianto per i grandi eventi di atletica, tennis e pallacanestro

Antonio RuzzoAtletica, tennis e basket. Lo sport che potrebbe aprire una nuova stagione di impianti nel dopo Expo ricomincia da tre. Da tre idee, tre progetti che sono arrivati sul tavolo della Regione e che potrebbero diventare qualcosa di concreto non appena si chiarirà davvero quale sarà il futuro delle aree di Rho Pero che hanno ospitato l'Esposizione Universale. Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi ha presentato quello che sarà il polo tecnologico ma non è finita lì. «Questo è il primo passo ma c'è altro da fare - ha detto il governatore Roberto Maroni - c'è da realizzare il nuovo campus universitario, gli impianti sportivi e tante altre cose e cominceremo a occuparcene nell'assemblea di Arexpo sempre che il Governo concluda il lavoro fatto per l'ingresso. Ci sono ancora cose da risolvere». Situazione fluida insomma anche se qualcosa all'orizzonte si comincia a intravvedere. E di pochi giorni fa l'incontro tra l'assessore allo sport Antonio Rossi con Massimo Di Giorgio, ex atleta azzurro, oggi candidato alle prossime elezioni per la presidenza Fidal. Di Giorgio ha presentato un progetto che punterebbe a realizzare sull'area Expo più vicina a Rho un centro di riferimento per l'atletica azzurra: «Un centro che servirebbe per ospitare le grandi manifestazioni - spiega l'ex azzurro - ma anche una struttura federale che permetterebbe ad atleti e tecnici di far crescere il movimento di vertice. La Lombardia rappresenta da sola il 22 per cento dell'atletica italiana e Milano con 17mila tesserati ha più atleti di molte regioni. Quindi è il luogo ideale per ospitare un centro di primo piano». L'idea è una struttura da 15mila posti con campus e residenze, con piste indoor e di allenamento modulari, con bassi costi di gestione ed ecocompatibile che permetterebbe di sfruttare tutte le potenzialità di una zona perfettamente servita da strade e mezzi pubblici. In Regione ci pensano seriamente: «Il progetto presentato da Di Giorgio è interessante- spiega l'assessore allo sport Antonio Rossi- così come un altro che ci è stato presentato dal presidente della Fidal Alfio Giomi. D'altronde l'esigenza di un grande impianto che in Italia possa ospitare manifestazioni sportive internazionali esiste visto che oggi possiamo contare solo sulle strutture di Ancona e Padova. Sulle aree Expo la possibilità c'è perché sono davvero molto vaste. Noi siamo pronti a discuterne anche se è ovvio che tutto dipende da cosa farà il governo e da quanto sono disposte a collaborare le Federazioni». Ma non è solo l'atletica a prenotarsi. L'idea di un impianto polifunzionale di buona capienza, capace di adattarsi anche ad altri sport solletica ovviamente la pallacanestro che a Milano si chiama Armani e che ormai sogna uno spazio all'altezza di una squadra di caratura europea. Non solo. Contatti con il Pirellone ci sarebbero stati anche da parte della Federtennis che spingerebbe per un impianto da 20mila posti in grado di ospitare tornei Atp e in un futuro non lontanissimo anche gli Internazionali d'Italia che al Foro Italico ormai stanno stretti e con la Federnuoto perché a Milano una vasca Olimpionica sarebbe più che mai benvenuta. «Noi siamo seriamente disposti a discuterne - conclude l'assessore Rossi- anche se è ovvio che prima bisogna vengano chiarite altre cose. Poi potremo davvero capire se l'ipotesi di un palazzetto polifunzionale è realizzabile. Insomma lo spazio c'è, ma forse non è ancora sufficiente.