Sulle minacce ai ricercatori ora indaga l'antiterrorismo

Sarà il pool antiterrorismo della Procura ad occuparsi delle minacce contro i quattro ricercatori della Statale, indicati con nome, cognome e indirizzo come responsabili di esperimenti su animali e indicati come «boia» e «vivisettori». Ieri una denuncia è stata presentata alla polizia giudiziaria con la firma sia dei quattro docenti che della Università stessa. Il fascicolo verrà assegnato nei prossimi giorni al pool coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli che oltre al terrorismo propriamente inteso ha nel suo alveo di competenza anche tutti gli episodi di violenza politica.
I nomi di Alberto Corsini, Edgardo D'Angelo, Maura Francolini e Claudio Genchi erano apparsi sia nei volantini distribuiti da gruppi ultra-animalisti che in scritte sui muri. Nei volantini in particolare venivano riportati gli indirizzi di casa e i numeri di telefono privati dei ricercatori, con l'invito a «telefonare al boia per dirgli ciò che pensi di lui». Un invito alla persecuzione che costituisce un salto di qualità nella frangia radicale dell'animalismo, che già da tempo ha preso nel mirino la comunità scientifica e si è resa responsabile di gesti eclatanti come l'irruzione il 20 aprile nello stabulario del dipartimento di farmacologia, conclusasi con uno scontro con gli studenti e con la liberazione di duecento animali da laboratorio.
Ora dalla liberazione degli animali si passa alle minacce agli esseri umani. L'Università degli Studi di Milano in una nota «esprime piena solidarietà ai suoi ricercatori. Ribadiamo il nostro impegno in difesa della ricerca come strumento di miglioramento delle conoscenze e di cura per le persone malate, e il nostro sostegno a chi lavora con passione per il raggiungimento di questi obiettivi». A conferma della essenzialità della sperimentazione su animali per l'avanzamento della ricerca scientifica, la Statale ha confermato che «l'11 febbraio verrà conferita, come deciso, la laurea honoris causa in Chimica e tecnologie farmaceutiche a Silvio Garattini, in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico». Garattini è da sempre un sostenitore della utilità della sperimentazione su cavie.
Che la battaglia animalista vada incontro ad una deriva violenta è una possibilità che gli addetti ai lavori non si sentono di escludere, ricordando quanto accaduto tra gli anni Ottanta e Novanta con le imprese dell'Animal Liberation Front.