Un summit per rafforzare gli scambi Italia-Cina

The silk road, la via della seta - che nel 1271 portò Marco Polo nel Tangut, la provincia più occidentale della Cina - ieri sera ha trovato un approdo virtuale lungo la milanesissima Darsena, tra i tendaggi bianchi del «Suare Garden», allietato dallo scorrere dell'acqua (unico sollievo, seppur virtuale, alla canicola) e dal non indifferente conforto della cucina dello chef Claudio Sadler. È stato lì che Xu Bing Jin, presidente di molteplici società governative cinesi e il giovane Li Hong Wen, vice presidente Affari esteri della Repubblica cinese, hanno stretto simbolicamente la mano all'assessore regionale all'Economia Massimo Garavaglia, mentre il presidente della Commissione Expo Ruggero Gabbai consegnava ai due rappresentanti cinesi, per conto del sindaco Giuliano Pisapia e del presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, una bella serigrafia del Duomo e il cd di alcune opere della Scala. Un atto che ha suggellato - come ha voluto sottolineare Federico Brambilla, presidente della «Luxury Planet», azienda svizzera del settore del lusso - il primo summit d'incontro tra le realtà economiche dei due governi. Un legame che verrà celebrato il 5 ottobre sulle guglie del Duomo i cui dettagli sono top secret.

A fare da collante a questo incontro preparatorio di ieri naturalmente l'Expo che, celebrando il tema del cibo, nonché tutto l'immenso universo che lo riguarda, non poteva che «unire ancora di più l'Italia e la sua raffinatissima cucina alla Cina, dove il tema della nutrizione riguarda milioni di persone che mettono nella cura di quel che mangiano una grande passione» come hanno sottolineato sia Garavaglia che Gabbai.

Un video-augurio in cui l'assessore regionale allo Sport Antonio Rossi spiegava la filosofia del Tai Chi - e quindi dell'alleanza anche di ciò che sembra agli opposti, come appunto l'Italia e la Cina, anche solo per posizione geografica - ha concluso l'evento.