La super Aem arriva sul tavolo Moratti-Prodi

Il sindaco deciso a lavorare sulla governance delle partecipate

Sabrina Cottone

Super-Aem piace al presidente della società, Giuliano Zuccoli, piace al governo Prodi e sembra non dispiacere neanche a Letizia Moratti. Con queste rosee premesse il futuro dell’utility dell’energia sarà uno dei temi del «tavolo Milano», intorno al quale martedì prossimo il presidente del Consiglio, Romano Prodi, siederà insieme con il sindaco, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, e il presidente della provincia, Filippo Penati. «Siamo pronti a discutere l’eccellente idea di una fusione con Asm Brescia ed Enia per creare una super-utility», ha detto Zuccoli in un’intervista al Sole-24 Ore. E ha aggiunto: «Certamente il governo e il Comune possono fare da pronubi del nostro matrimonio».
In sostanza, l’idea è di creare una super utility del Nord in grado di competere sull’aggressivo e concorrenziale mercato europeo. Asm Brescia serve la città d Brescia, mentre Enia copre Piacenza, Parma e Reggio Emilia. In futuro, «ma solo in un secondo momento», potrebbe arrivare anche la fusione con l’operatore delle acque e di servizi ambientali Hera e le utility dell’energia di Torino e Genova.
È stato Vincenzo Visco, pochi giorni fa, a ricordare come la strategia del governo preveda la creazione di giganti nel settore dei servizi pubblici locali. Una direzione nella quale va anche il decreto Bersani. Il sindaco non ha mai nascosto di considerare il settore strategico, tanto da aver voluto mantenere il controllo diretto sulle ex municipalizzate, senza delegarlo agli assessori competenti come era accaduto in passato. Venerdì scorso, durante l’ultima seduta della giunta, ha dato un saggio di come intenda gestire le questioni in prima persona. «Dobbiamo lavorare sulla governance, operare come soci a tutti gli effetti delle aziende» ha spiegato agli assessori. Dalle parole ai fatti: il Comune di Milano non ha partecipato all’assemblea di Serravalle sulla distribuzione dei dividendi perché il sindaco, non avendo ricevuto documenti ufficiali, non ha voluto che Palazzo Marino vi prendesse parte.
Quanto a Aem, assicura Zuccoli, la Moratti è d’accordo con il programma espansionistico. «Il nuovo sindaco, come espressione dell’azionista di maggioranza di Aem, ha manifestato tutto il suo interesse e apprezzamento per la costruzione di una superutility del Nord» ha detto il presidente di Aem. La società, controllata dal Comune, è quotata in Borsa dal 1998 e ha chiuso il 2005 con ricavi di 3,107 miliardi di euro. «Di fronte all’impennata del petrolio e all’espansionismo dei gruppi stranieri il nostro Paese deve muoversi rapidamente se non vuole diventare territorio di conquista» ha aggiunto Zuccoli. Aem ha già commissionato a Mediobanca e JP Morgan uno studio. Secondo Zuccoli, comunque, il modello di riferimento per realizzare la fusione sarebbe quello della tedesca Rwe, che ha un assetto azionario composto per il 31% dagli enti locali e per il 53% da investitori istituzionali, mentre il resto è sul mercato.