La super gang delle auto Ne rubava 1800 all'anno

Un pezzo ordinato al mattino, disponibile già la sera L'accordo con le carrozzerie. Diciassette gli arrestati

I numeri parlano da soli e, da soli, raccontano parecchio: cinque auto rubate al giorno, 1800 in un anno, un giro d'affari «collaudatissimo e non quantificabile», come ci hanno tenuto a precisare gli investigatori. Se qualcuno mai vi avesse raccontato che il mercato dell'auto vive tempi magri, siete autorizzati a non credergli. A libro paga di un'associazione a delinquere che si occupava di furti, ricettazione e reciclaggio di vetture, neutralizzata dopo un anno d'indagini dai carabinieri di Cinisello Balsamo, c'erano ben 15 uomini, tutti pluripregiudicati italiani (tranne uno, marocchino), perlopiù di origine meridionale ma residenti tra Milano e provincia. I militari ne hanno arrestati 13 (alcuni sono ai domiciliari) mentre per altri quattro hanno ottenuto dalla Procura di Monza l'obbligo a presentarsi alla polizia giudiziaria. Un sodalizio criminale finito, un cerchio che si è chiuso definitivamente, senza lasciare strascichi di complici fuggiti, come invece spesso accade.

La banda, organizzata anche se molto alla buona su base piramidale, agiva su commissione. E, pagata bene, con l'aiuto di demolitori compiacenti, poteva rubare un'auto e consegnare addirittura la sera stessa i pezzi singoli smontati a officine e concessionarie lombarde che poi li rivendevano a prezzo inferiore rispetto a quello di mercato. I modelli delle vetture sottratte erano i più svariati, a seconda delle richieste, da utilitarie a Mercedes.

A procacciare gli affari erano in tre-quattro, uomini tra i 40 e i 60 anni. Quindi la manovalanza si occupava di rubare le vetture parcheggiate per strada tra Milano, provincia e la Brianza con l'utilizzo di un passepartiut e inibendo i sistemi di allarme. Ato si passava alla «lavorazione»: tutte le componenti dell'automobile venivano smontati in anonimi capannoni di Limbiate e Lissone dove le carcasse erano fatte letteralmente a pezzi insieme alle targhe per far sparire il numero di telaio e vanificare qualsiasi tipo d'indagine.

Gli acquirenti interessati erano molti, così come i «collaboratori» della banda provenienti da Como, Bergamo, Monza e Varese. Tra gli arrestati, inoltre, ci sono due autodemolitori bresciani.

L'inchiesta è partita lo scorso maggio dopo una serie di denunce per furto d'auto sporte ai carabinieri da alcuni residenti di Cinisello Balsamo. Gli investigatori, proprio in seguito a un furto avvenuto in un parcheggio di un ristorante locale e le cui fasi erano state immortalate da una telecamera di videosorveglianza, hanno poi scoperto che la banda si riuniva per decidere il da farsi e organizzarsi sempre in un bar del posto. E da lì le indagini hanno preso il volo.