Svolta digitale in Procura tutti i reati nel «cervellone»

Forze dell'ordine e pm in contatto in tempo reale L'iter, dal crimine al processo, sul portale on line

Luca Fazzo

Basta scartoffie e telefonate nel cuore della notte tra Volanti e pubblici ministeri. Nell'era digitale anche la macchina della repressione si aggiorna, e affida all'informatica l'intero percorso della lotta al crimine: dalla scoperta del reato fino al processo. Magistrati e forze di polizia verranno chiamati ad uno sforzo tecnologico non indifferente, ma alla fine il nuovo sistema dovrebbe garantire tempi più rapidi e risparmi di energie.

Il D-day per la svolta tecnologica della Procura milanese è fissato per il 12 gennaio, quando il capo, Francesco Greco, ha convocato una assemblea («partecipazione obbligatoria», ha specificato) di tutti i suoi sostituti. Al centro della svolta, i programmi informatici che dovranno utilizzare sia polizia e carabinieri che i pm di turno per inserire in tempo reale, utilizzando il Portale Ndr, ovvero «notizie di reato», tutti i fattacci della città. Da Ps e Cc le notizie partiranno attraverso sistemi di posta certificata e verranno inserite dal pm di turno entro ventiquattr'ore nel cervellone in funzione da pochi mesi, chiamato Sicp. Da quello stesso istante, il reato avrà un numero di registro e un pm titolare che lo accompagneranno fino al processo.

Si tratta dell'ultimo passaggio del progetto di modernizzazione della giustizia, percorso non privo di inciampi e di resistenze. L'introduzione del Sicp ha creato nei mesi scorsi malumori espliciti tra i cancellieri, che si sono visti piombare addosso un carico di lavoro decisamente gravoso. Per non parlare delle preoccupazioni sulla resistenza del sistema a incursioni informatiche, specie dopo che in una inchiesta romana erano emersi gli appetiti di una cricca di faccendieri per prendere in mano un altro dei tasselli del sistema, il Tiap: ma il ministero della Giustizia reagì garantendo che si tratta di una struttura tecnica a prova di hackeraggio.

Così si parte. E a Milano la sfida è particolarmente imporrante, perché la Procura meneghina deve fronteggiare una massa imponente di notizie di reato: l'ultimo dato disponibile, relativo al 2014-2015, parla di una media di 630 notizie di reato al giorno, quasi ventitremila all'anno. Tenere il passo di questa ondata continua è sempre stato difficile, e ritardi anche consistenti nell'iscrizione dei fascicoli erano diventati cronici.

Nella circolare diffusa dal procuratore Greco in vista dell'assemblea si spiega che la polizia dovrà iscrivere immediatamente sul portale perquisizioni e sequestri di cui chiede la convalida, così come le richieste di intercettazioni. Il pm di turno «dovrà effettuare controlli periodici sul portale per verificare l'inoltro di nuove notizie di reato sia nel giorno del turno che nella mattinata del giorno successivo». E, a meno che non si tratti di reati che richiedano specializzazioni particolari, assegnerà a se stesso l'inchiesta.