Svolta nel caso della promoter: un amico fermato per omicidio

Paola Fucilieri

Forse bastava guardare le sue foto più recenti - quel viso cupo, quasi inespressivo nella sua inquietudine - per comprendere che Marilena Rosa Re non solo stava passando un pessimo momento, probabilmente il peggiore della sua vita. Ma che dietro quel cruccio catturato dallo scatto, la promoter 58enne di Castellanza (Va), scomparsa da casa la mattina di domenica 30 luglio scorso, si celava una vera e propria disperazione. Il merito va agli investigatori dei carabinieri per l'aver realizzato immediatamente che quella della donna, madre di due figli grandi e residente con il marito pensionato in un appartamento, non poteva essere la solita sparizione. Domenica infatti un 65enne di Garbagnate Milanese è stato fermato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere a perché sospettato di aver ucciso Marilena Rosa. L'uomo si chiama Vito Clericò ed è stato ascoltato per più di sei ore in caserma. Gli inquirenti sono convinti che l'uomo abbia occultato il cadavere nel terreno che comprende l'orto intorno alla casa. Oggi, su disposizione della procura di Busto, cominceranno gli scavi.

Marilena e Clericò erano amici, avevano lavorato insieme in alcuni supermercati. Nel 2014 la donna, aveva consegnato a lui e alla moglie, perché li custodissero, 90mila euro in contanti. La promoter infatti doveva versare circa 80mila euro all'Agenzia delle Entrate, somma che avrebbe dovuto corrispondere al fisco entro lunedì 31 luglio, giorno successivo alla sua scomparsa. Nell'ultimo periodo la donna aveva capito che Clericò non aveva più quel denaro, usato dall'uomo per fronteggiare alcune spese. Il 65enne ha spiegato ai carabinieri di essere andato a prendere la donna a casa sua, a Castellanza, per poi accompagnarla in piazza a Garbagnate Milanese, da dove la donna si sarebbe, a suo dire «allontanata a piedi», per poi far perdere le sue tracce. Una versione smentita sia dalle indagini dei carabinieri.