«Taglie comode in passerella? La Camera della moda dice no»

Paola Bulbarelli
«Nessuna polemica». Facile dirlo, impossibile metterlo in pratica dopo il netto rifiuto della Camera della Moda alla proposta di Plusize di organizzare una sfilata per le cosiddette taglie comode durante le prossime passerelle milanesi di febbraio. Questo ciò che ha fatto gridare allo scandalo durante la conferenza stampa di presentazione di Milanovendemoda, marchio storico della moda in Fiera che si terrà a Fieramilanocity dal 23 al 26 febbraio prossimo. E che dalla passata edizione ha fatto da apripista a 46...52 Plusize, il salone dedicato a chi indossa dalla 46 in su. Un successone. Di stampa e di pubblico. Perché finalmente si è fatta luce su un settore che pareva si preferisse "nascondere" ma che invece rappresenta la normalità, la gente che si incontra per strada. Si parla tanto di anoressia, si fanno i comitati e i codici di autoregolamentazione, e poi non si dà spazio, nel calendario delle sfilate milanesi, a una passerella collettiva di taglie più. «Daremo il nostro appoggio», ha dichiarato l'assessore alla Salute Carla De Albertis che ha scelto di avviare una collaborazione con «Plusize» come segnale contro l'anoressia. A dare il via al dibattito a distanza è stato Francesco Casile, curatore di Plusize: «Avremmo voluto - ha spiegato - essere presenti, con una sfilata collettiva di alcuni marchi che espongono al nostro salone, nel calendario di Milano Moda Donna e avevamo proposto il primo giorno di sfilate, sabato 17 febbraio. Sarebbe stato un segnale importante. Abbiamo inviato la richiesta alla Camera Nazionale della Moda Italiana, lo scorso dicembre. Ci hanno risposto di no, motivando il rifiuto con il fatto che la domanda era arrivata troppo tardi».
Eppure, sarebbe stato importante riservare un angolo a un comparto che sta andando sempre più incontro alle esigenze di mercato. 120 le collezioni che si presenteranno al via che sommate alle 300 di Milanovendemoda fanno della manifestazione fieristica milanese un rilevante punto d'incontro. «Con Plusize - ha precisato Carlo Bassi ad di Expocts società organizzatrice di Mvm - abbiamo colmato una grossa fetta di mercato con aziende che rappresentano un fatturato complessivo annuo superiore a 4 miliardi di euro e che danno impiego a oltre 11.500 addetti». Non manca l'immediata risposta di Mario Boselli, presidente della Camera della Moda. «Tenuto conto che siamo stati i primi a ospitare un marchio di taglie comode, come Elena Mirò (gruppo Miroglio), non si può dire che ci sia da parte nostra alcuna preclusione di "taglia". La domanda di entrare nel calendario, che già soffre di affollamento (ricordo che, alcuni anni fa, le sfilate erano distribuite su 12 giorni, ora solo su 7) è arrivata fuori tempo massimo. Noi non abbiamo sfilate collettive, l'unico contenitore di questo tipo è quello dedicato ai giovani: l'ipotesi di una collettiva dedicata ai marchi di taglie comode, per giunta legate a una fiera, non poteva essere improvvisata. Noi non abbiamo alcuna preclusione: parlandone già dal prossimo maggio, per settembre troveremo modo di ospitarli». Certo che grazie a Mvm e Plusize si è potuto iniziare un dialogo vero con le aziende. Le quali hanno dimostrato la necessità di anticipare i tempi. Settembre e febbraio rappresentano mesi troppo "avanti", con i giochi ormai fatti. Per questo nasce Mfe Milano Fashion Event ovvero la moda a luglio e a gennaio. «Il prêt à porter non va in vacanza» e scende in campo con quell'anticipo che gli consente di essere competitivo. L'importante, comunque, sarebbe che le grandi istituzioni della moda potessero fare sinergia. Ma non è così. «Avevamo parlato con il Pitti di Firenze per trovare un modo di lavorare insieme. Ci hanno detto d'averci ripensato».