Tajani e le radici d'Europa: «Persona e identità cristiana»

La prolusione del presidente del Parlamento europeo alla Cattolica diventa una lezione su valori e umanità

«Non è vero che in Italia abbiamo meno laureati che negli altri paesi europei, almeno per quel che riguarda le lauree magistrali». Il tema centrale dell'inaugurazione dell'anno accademico 2018-2019 dell'Università cattolica è l'Europa e il rettore, Franco Anelli, ha un moto di orgoglio sfatando un mito che ci vuole ultimi nelle classifiche internazionali per numero di laureati. E allora da dove arriva questa fake news? «Non è vero che tutti i bravi sono all'estero. Ciò che è vero è che dobbiamo puntare ancora molto sulle lauree triennali, che all'estero sono più diffuse». Anelli chiede però al governo maggior collaborazione e cioè parità d'accesso al Fondo per il finanziamento delle attività base della ricerca, che oggi premia le sole università statali: «Non vogliamo erogazioni, ma non soffrire arbitrarie esclusioni nell'accesso ai finanziamenti». E ancora: «Inspiegabili gli ostacoli che le università libere incontrano nel collaborare con le istituzioni pubbliche».

Come un'altra preoccupazione che traspare dal discorso del rettore è «la messa in discussione del ruolo degli intellettuali e delle competenze di cui sono portatori, a vantaggio di un'opinione pubblica sempre più distratta da informazioni di bassa qualità e tendenze istintive». È anche questa una risposta all'attacco ai giornalisti arrivato da esponenti di governo.

Dal concreto all'ideale. E la domanda è «se una comunità politica di europei, che si riconoscano tali, effettivamente esista». A tenere la prolusione è il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e nonostante le fatiche, i contrasti, le diatribe quotidiane, lui insiste che sì, l'Europa esiste e la sua identità è nella «libertà» nel suo senso più profondo: «Da Lisbona a Praga a Bratislava, da Stoccolma a Parigi a Roma, la Croce è il minimo comune denominatore dell'Europa. Anche la bandiera porta le tracce di questa identità: azzurra come il manto della Madonna, con dodici stelle che rappresentano le dodici tribù d'Israele e la corona di Maria. Anche Dante esalta il valore dell'Europa nelle sue forti radici cristiane». Al centro dell'Europa ci sono la «persona», la «sussidiarietà verticale e orizzontale», da cui il «no al Leviatano Europa che decide tutto per tutti» e sì a un'Europa che interviene «quando gli altri enti non possono intervenire». Eppure tanti «valori che si sono indeboliti quando è prevalsa una visione economicistica dell'Europa».

Parla di «anima» l'arcivescovo Mario Delpini, nel suo saluto da presidente dell'Istituto Toniolo. Un'anima «ferita». Ma l'invito è a puntare sull'anima e non sulle ricchezze. La battuta. «Già Socrate diceva cose simili e ha fatto la fine che ha fatto. Ma io mi sento di dire: curatevi dell'anima dell'Europa, soprattutto voi giovani che avete visioni più lungimiranti e amicizie più internazionali. Se gli affari, i trattati e le leggi non hanno un'anima, l'Europa rischia di essere travolta dalla prima crisi».