Tangenti, il Comune invita alla delazione anonima

Tra le nuove frontiere della lotta alla corruzione, sotto l'egida (e ci mancherebbe altro) di Trasparency International, rispunta il più antico e sperimentato dei rimedi: la spiata anonima, la «soffiata» senza firma. Ingiustamente catalogati come «infami» nel gergo della malavita, i delatori senza volto vengono riabilitati sotto nuova ma non più rispettabile etichetta. «Whistleblowing», si chiamerà così. E non serve parlare l'inglese per capire che si tratta di una traduzione pressocchè letterale della vecchia «soffiata».
Ad annunciare il ritorno ai bei tempi in cui la delazione anonima era socialmente accettata e sollecitata dai potenti, è stato ieri David Gentili (nella foto), presidente della commissione antimafia del consiglio comunale. La premessa è piena di nobili propositi, anche a costo di una certa prolissità: «Lo strumento del Whistleblowing, importato dalla tradizione anglosassone e scandinava, verrà applicato a Milano, primo comune d'Italia. L'approvazione rappresenta un passaggio fondamentale per la l otta alla corruzione, che valorizza e responsabilizza i dipendenti pubblici, un esempio per tutte le Amministrazioni locali che vogliono concretamente contribuire a combattere e prevenire un fenomeno che danneggia terribilmente i conti pubblici, gli investimenti esteri, la credibilità della politica e della pubblica amministrazione». E fin qua c'è al massimo da obiettare che non si capisce il bisogno di «responsabilizzare i dipendenti pubblici» perché sporgano denuncia, visto che in teoria si tratta di pubblici ufficiali che se vedono un reato hanno l'obbligo di andare dai carabinieri. Ma la sorpresa arriva più in là, quando Gentili spiega nei dettagli cosa si propone la mozione approvata ieri: «La mozione chiede che vengano individuati strumenti di carattere informatico per accogliere segnalazioni di interesse pubblico, circostanziate e in buona fede, anche anonime, inerenti reati, irregolarità o anomalie in relazione alla propria attività in seno alla pubblica amministrazione». Cioè un sistema elettronico per ricevere e catalogare le soffiate, una versione tecnologica della «bocca della verità» cui affidare sospetti sui colleghi e con cui regolare i conti. Certo, il sistema - almeno così pare di capire - accoglierà solo le segnalazioni «in buona fede», che evidentemente un software inventato da Transparency riconoscerà al volo, distinguendole istantaneamente dalle calunnie. E la macchina, che - come tutte le macchine è priva di sentimenti - non mostrerà alcuna antipatia nei confronti dei delatori per il solo fatto che non abbiano il coraggio civile di firmarsi con nome e cognome.