Il Tar dà l'ok al Padiglione dell'Italia

Il Tar della Lombardia ha respinto la domanda di sospensione relativa all'affidamento dei lavori per la costruzione del Padiglione Italia di Expo 2015. Un ricorso presentato dalla ditta arrivata terza nel concorso internazionale indetto per la progettazione, ritenendo che il progetto vincitore fosse già riconoscibile. Un lavoro a firma dello Studio Nemesi e Partners insieme a Proger e Bms Progetti e scelto ad aprile da una commissione tra i 68 arrivati da tutto il mondo. Ora si potrà passare alla fase esecutiva della progettazione. «Una buona notizia di cui eravamo certi - dice il commissario generale per il Padiglione Diana Bracco - Non abbiamo mai dubitato della correttezza delle procedure».
Intanto sono 60 milioni di euro gli investimenti in arrivo dalla Cina, 10 dei quali dal settore agroalimentare. Ad annunciarlo l'ad di Expo Giuseppe Sala e il vice ministro degli Esteri Marta Dassù all'ambasciata d'Italia in Cina, durante la prima tappa del tour in Estremo Oriente che vedrà anche la firma dei contratti di Giappone e Corea del Sud. «Molte aziende cinesi del settore agro-food stanno pensando di essere presenti - ha dichiarato Sala - e molte vogliono sbarcare in Europa per far conoscere i loro marchi». Altri 10 milioni di investimenti arriveranno dal gruppo di real estate Vanke, primo corporate participant dell'Expo con un padiglione da 4.600 metri quadrati interamente dedicato al gruppo dal tema «Shitang» (mensa) in cui verrà ricreato l'ambiente di una mensa cinese. Altri 40 milioni dal padiglione nazionale cinese. Expo ha poi definito un accordo con Samsung per la realizzazione degli schermi e di un apparato mobile.