Una tassa e un divieto che colpiscono chi si muove per lavoro

di Antonio Ruzzo

E alla fine paga chi lavora. Chi per non avere guai con ticket, congestion charge, blocchi ed altre «invenzioni» che alla fine più che all'aria che respiriamo portano beneficio alle casse del Comune, magari ha fatto anche sacrifici per comprarsi un mezzo a gpl o a metano. Tutto inutile. Da febbraio tutti i mezzi inquineranno allo stesso modo. E quindi pagheranno allo stesso modo. Da febbraio chi entrerà in città far consegne dalle 8 alle 10 potrebbe trovarsi di fronte un divieto che poco cambia e che ha poco senso se non si pensa ad un piano «b», se non si offre un'opzione. Si potranno accompagnare in auto i bimbi a scuola ma non si potranno recapitare le merci. Non si potrà lavorare insomma. Senza alternativa. Che potrebbe essere, ad esempio, un sistema di consegne organizzato con mezzi elettrici che raccolgono le merci in un deposito fuori dal centro storico e e le portano a destinazione. Come succede in molte città europee, ma non da noi. Si potrebbe, ma non si fa. Si vieta e si alza la rendita dell'Area C che, è stato scritto e riscritto, grandi vantaggi all'ambiente non sembra portarne. Non solo. Palazzo Marino e l'assessore Marco Granelli considerano inquinanti gli stessi mezzi che il ministero dell'Ambiente inquinanti non sono, tanto che ben due ministri, Carlo Calenda (Sviluppo economico) e Graziano Delrio (Trasporti) non molto tempo fa hanno partecipato alla conferenza stampa pro metano della Snam. Per Granelli tutto inquina, che sia Euro 6 o a gas o a due ruote, tutto ciò che si muove motore va vietato a prescindere in un approccio a dir poco intransigente che magari avesse avuto quando nella passata giunta è stato assessore alla sicurezza: tollerante quando forse serviva un po' più di fermezza, intransigente quando forse andrebbero fatti dei distinguo. Come fa anche il Codacons: «Vedere amministrare la città da un assessore che afferma come le auto di nuova generazione Euro 6 inquinano come le auto a metano è avvilente- spiegava un comunicato di qualche tempo fa- Le auto a metano hanno una produzione di polveri sottili pari a zero...». Ma poco conta evidentemente. Commercianti, artigiani, autotrasportatori e gente per cui la mobilità fa parte del mestiere si ritroverà a fare i conti quindi con una serie di difficoltà non da poco. Chiedono di far valere le loro ragioni ma il margine per trattare pare esiguo perchè la direzione è presa. Ed è la stessa che negli ultimi anni ha portato Milano tra le prime città italiane nella classifica delle multe, quasi diecimila al giorno. Che sono un bel «tesoretto» che si va ad aggiungere agli incassi di Area C. Un ottimo contributo lo dà chi con auto e furgoni ci lavora, gente per cui un multa, un divieto, un ticket da pagare può fare la differenza. Per chi posteggia i Suv in doppia fila in centro invece, economicamente parlando, poco cambia...