Tassa su materne e tagli Sotto attacco le famiglie

Il sindaco inaugura la politica «anti welfare» Aumentate le tariffe e ridotti i posti nei nidi

Marta Bravi

Dopo il superticket che dal 13 febbraio si abbatterà anche sui mezzi gpl e metano, ora il Comune dà il colpo mortale alle famiglie, penalizzandole nel cuore dell'organizzazione domestica. Già in primavera, infatti, verrà introdotta la tassa di iscrizione sulle materne, 52 euro, che attualmente grava sugli asili nido. Parallelamente verranno aumentati i servizi, altrettanto fondamentali, di pre scuola e dopo scuola e i centri estivi, e tagliati i fondi per i nidi convenzionati e gli oratori.

Così se ottenere un posto in un nido è un terno al lotto - e se si è meno fortunati bisogna sperare che magari a ottobre, novembre o addirittura a gennaio si liberi un posto (non è dato sapere dove i bambini possano venire sistemati nel frattempo)- adesso verranno addirittura tagliati circa 250 posti.

Superato lo scoglio del nido, ad aspettare le 20mila famiglie che iscriveranno i figli alla materna la tassa da 52 euro, che si aggiunge alle centinaia di euro richieste per la refezione scolastica, che per altro continua a peggiorare la qualità. A livelli tali che addirittura la Cgil, con la sua delegata del settore educazione, si arrende all'evidenza nel denunciare che «il pasto servito a volte è immangiabile». E dire che il primo atto da sindaco di Beppe Sala era stato proprio quello di pranzare con i bambini della materna Guido Reni. Dopo aver mangiato il primo, Beppe Sala aveva salutato e se n'era andato. Forse perché gli era bastato viene da dire.

La stangata sulle famiglie firmata dalla vicesindaco e assessore all'Istruzione Anna Scavuzzo si abbatterà anche sui servizi di pre scuola e dopo scuola, altrettanto fondamentali per mamme e papà impiegati, liberi professionisti, e turnisti. Per la verità la categoria dei turnisti o di chiunque lavori con orari differenti dai canonici 8 - 17 non sono contemplati dai servizi per l'infanzia. Non è pensabile per esempio che un bambino entri all'ora di pranzo o addirittura nel primo pomeriggio ed esca magari più tardi delle 18. O che possa frequentare anche al sabato. Il Comune ha organizzato il sistema prescolare come se non esistessero migliaia di lavoratori turnisti o con orari di lavoro flessibili. Con buona pace delle famiglie: o si entra tra le 8 e le 9 o niente.

Ma non è finita: altro argomento piuttosto delicato è quello dei centri estivi e delle case vacanze, che permettono ai bambini di frequentare la scuola fino a fine luglio o di fare le vacanze al mare o in montagna. Bene, Palazzo Marino ha pensato di alzare le tariffe modulandole su una nuova suddivisione delle fasce di reddito Isee. Per chiudere il cerchio, la manovra «anti welfare», prevede tagli agli oratori, ancora di salvezza per centinaia di famiglie che non possono permettersi le rette dei centri estivi.

In sostanza quella appena presentata è una manovra contraria a qualsiasi politica di welfare, che colpisce al cuore le famiglie e chi lavora. «Oggi a pranzo con i milanesi del futuro. Li ascolto per costruire con loro la Milano di domani» scriveva a giugno Sala. E se questo è il risultato...