La tassa sui rifiuti raddoppia Nel mirino famiglie e negozi

Approvate le tariffe dell'imposta sulla spazzatura che prende il posto della Tarsu. Aumenta del 100% l'importo che devono pagare alberghi, bar, fruttivendoli e fiorai

Stangata in arrivo per i milanesi. Questa volta va sotto il nome di Tares che manda in pensione la vecchia Tarsu e sta per «tassa sui rifiuti». Cosa cambia? Paga di più chi produce di più. I nuovi conteggi dunque considerano non più soltanto i metri quadrati, ma anche il numero delle persone che compongono la famiglia. Unico «ritocchino» l'agevolazione per i nuclei familiari da 4 persone in su che vivono in case non più grandi di 100 metri quadrati: sconto del 25% sulla quota «variabile» della tariffa. Sono questi i due principi stabiliti dalla giunta che ieri ha approvato le tariffe della tassa «voluta dal governo», puntualiza mettendo le mani avanti l'assessore al Bilancio Francesca Balzani mentre spiega che l'incremento per Milano sarà dell'8,9 per cento. In soldoni i milanesi sborseranno per il 2013, 288 milioni 910 mila euro per coprire il servizio Amsa contro i 265 milioni e 293 mila versati lo scorso anno. In pratica un single che vive in 50 metri quadri pagherà il 35% in più, una famiglia di 4 persone in 100 metri quadri il 12% in più, per una coppia in 80 metri quadri l'aumento sarà limitato al 4%. Gli aumenti vanno dal 4% fino a oltre il 100%, con la nuova imposta prevista dal decreto Monti del dicembre 2011. Incrementi per tutti con un'unica eccezione: la coppia che vive tra gli 80 e i 100 metri quadri pagherà 11 euro in meno. L'incremento oscilla tra gli 8,6 euro che dovrà pagare la coppia che vive tra i 51 e gli 90 metri quadrati (sono oltre 56mila) ai 114,4 euro che dovranno versare le famiglie con oltre 6 persone che vivono in meno di 50 metri quadrati (sarebbero 570). Restano valide le riduzioni stabilite dal regolamento alle quali viene aggiunta quella per le famiglie milanesi. Un'agevolazione fra i 32 e i 43 euro su tariffe fra i 208 e i 257 euro per chi vive in 50 metri quadri, fra i 276 e i 335 per chi vive in 80 metri quadri, fra i 321 e i 386 euro per chi abita in 100 metri quadri. Per l'agevolazione l'amministrazione stanzia un milione e mezzo di euro. Ma la stangata non tocca solo le famiglie. I rifiuti dal 2013 costeranno cari anche per le cosiddette «utenze non domestiche». E la differenza non è cosa di poco conto. Per chi ha un banco al mercato ad esempio la tassa passa da 9,6 euro a 19,7 euro al metro quadro, gli ortofrutta e pescherie raddoppiano da 16 a 32 euro. I teatri pagheranno il 40 per cento in meno, le banche passeranno da 5,2 a 3 euro al metro quadrato anche se è stato approvato un emendamento che applica questa tariffa solo agli sportelli pubblici e per il resto le equipara agli uffici incrementando un po' la tariffa. «Abbiamo cercato - ha spiegato l'assessore Francesca Balzani - di contenere al massimo le sperequazioni, nei limiti molto stretti a cui ci vincola la legge e abbiamo deciso di intervenire in particolare per le famiglie numerose che sarebbero state colpite dagli aumenti più gravosi». Oltre 44mila le famiglie che usufruiranno dell'agevolazione del 25 per cento: le più numerose, i 17.596 nuclei da 4 persone che, vivendo in 80 metri quadri, lo scorso anno hanno pagato 228 euro e quest'anno ne dovranno versare 276 invece che la «tariffa piena» da 308 euro, e le 111.118 famiglie in case da 100 metri, che dalla Tarsu da 286 euro del 2012 passano a una Tares da 321 euro invece che da 353 euro.

Commenti

egi

Gio, 11/07/2013 - 10:00

Si diceva, che con la raccolta differenzia, si poteva risparmiare, se oltre al disagio nel raggiungere i punti di raccolta, gli odori e i contenitori in casa, dobbiamo pure sborsare di più, mi sembra proprio una presa per i fondelli da oscar.

gigi0000

Gio, 11/07/2013 - 10:14

Credo d'aver inteso bene, ieri sera, quando Nicola Porro diceva che i rifiuti italiani smaltiti all'estero ci costano 7,5 miliardi. Non vorrei che la Tares ne tenesse conto suddividendo tra tutti gli italiani i costi di cui sopra, ma si limitasse a farli pagare a coloro che, non volendo le discariche, non volendo i termovalorizzatori, non volendo attuare alcuna diversa disciplina di trattamento dei rifiuti stessi, si fossero trovati e tuttora si trovassero nelle condizioni di spedire all'estero la loro produzione.

blackbird

Gio, 11/07/2013 - 10:23

Riciclare? No, grazie. Ci sono imprese, i produttori di biogas, che pagherebbero, per tutto ciò che è organico (fiori, verdura, cartone, legno). Poi c'è il CONAI che ricompera (con i soldi incassati al amomento della vendita del prodotto) gli mballaggi di plasica. Vorrei capire perché banchi dei mercati, fruttivendoli, fiorai e produttori di rifiuti organici e imballaggi dovrebbero pagare di più.

janry 45

Gio, 11/07/2013 - 10:39

Questa è una vera grande truffa.Con il calo dei consumi che ci sono stati e con la raccolta differenziata, il costo della raccolta dei rifiuti dovrebbe scendere,in quanto con il calo dei consumi ci sono meno tonnellate di immondizia da smaltire e con la raccolta differenziata che i comuni poi vendono, ci sono più entrate nelle casse degli stessi.

titina

Gio, 11/07/2013 - 10:51

non capisco gli sconti a famiglie di 4 persone:fanno più spazzatura e non voglio pagare per loro!!! preferirei pagare a peso.