La tassa sul turismo vola Più soldi dell'anno Expo ma dimezzate le opere

Nel 2016 elevate multe per circa 300 milioni il Comune per ora ne ha recuperati solo metà

Chiara Campo

Quasi tre milioni e mezzo al mese. Il contatore degli incassi dalla tassa di soggiorno in Comune ha girato fortissimo nel 2016, persino più veloce che nell'anno di Expo quando l'ex giunta aveva immaginato alla vigilia del grande evento addirittura sessanta milioni di entrate e poi ha corretto al ribasso per circa venti milioni. Nel rendiconto del 2016, che approderà in aula giovedì prossimo, il dato definitivo è invece nettamente in rialzo rispetto alle previsioni: la giunta aveva iscritto prudentemente 36 milioni nel Bilancio ma ne ha incassati 41,3 (almeno cinque in più). Il turismo in città ha segnato un +2%. E il trend si sta confermando quest'anno, visto che già a Pasqua Milano è risultata la seconda città più visitata in Italia. L'altro dato record del 2016 riguarda il recupero dell'evasione (mense scolastiche, servizi sociali ecc): 84,3 milioni di euro rispetto ai 25 milioni del 2011 o i 70,7 del 2015. Si tratta, ha specificato l'assessore al Bilancio Roberto Tasca ieri in Commissione, dell'«accertato, non ancora il recupero effettivo» su cui bisogna fare i conti ad esempio con i ricorsi, ma dimostra che la gestione diretta a partire dal 2012, almeno in questo ambito, funziona. Dei 296,5 milioni di euro che Palazzo Marino dovrebbe incassare dalle multe elevate durante tutto il 2016 invece a fine anno ne aveva recuperate appena la metà: 157 milioni. Ma non demorde e anzi gioca al rialzo, ha già iscritto nel bilancio di previsione 2017 circa 325 milioni di entrate da sanzioni, una trentina in più, «merito» degli nuovi autovelox che verranno installati a breve. E Tasca ha esaminato due aspetti critici. Uno riguarda il capitolo Atm che già tante polemiche ha sollevato nelle ultime settimane, con un'uscita in polemiche dell'ormai ex presidente Bruno Rota (già saldamente negli uffici romani dell'Atac come dg). Rota ha più volte sottolineato la produzione di utili da parte dell'azienda dei trasporti. L'assessore al Bilancio ieri a distanza ha precisato che «Atm è stata senza dubbio gestita in efficienza, ma ci deve essere un equilibrio tra quello che pago e quello che la società mi offre, se fa utili non mi fa per forza piacere perchè il Comune ci paga il 27% di tasse. Preferisco spendere meno per il servizio e non incassare dividendi». Pensa non solo al servizio di trasporto ma a quelli di sosta o Bikemi affidati in gestione ad Atm. L'altro aspetto critico, gli investimenti su opere nel 2016: solo 247,9 milioni, significa il 40% in meno rispetto all'anno prima (413,5 milioni) e quasi la metà del 2014 (circa 445 milioni). «É un fenomeno abbastanza diffuso che in campagna elettorale l'attenzione non sia proprio concentrata sulla produzione di delibere - Tasca prova a giustificare l'ex giunta Pisapia - ma il trend va invertito, bisogna arrivare più velocemente all'approvazione di progetti definitivi, o si rischia di avere i fondi in cassa e tenerli bloccati». La pressione fiscale infine è calata di 17 euro pro capite in un anno (da 1.015 euro a 998). Il consigliere di Forza Italia Fabrizio De Pasquale fa notare però che «in 2 anni sotto i governi Renzi/Pd i trasferimenti pro capite sono scesi da 146 a 75 euro ed è crollata la capacità del Comune di investire su opere pubbliche».