Via le tasse locali a chi ha avuto danni

Almeno risparmiate a quella gente la beffa delle tasse locali. Non è una «provocazione», si tratta di una proposta seria: il Comune esoneri dal pagamento dell'addizionale Irpef le famiglie che hanno subito danni nell'esondazione del Seveso. E trovi il modo di togliere uno dei tanti balzelli locali alle imprese che hanno sede nell'area allagata. Non è una fissazione del «Giornale» quella delle botte fiscali riservate ai milanesi. Le tasse non sono un dettaglio ma il fulcro del patto fra cittadini ed enti pubblici. E quel patto a Milano è stato rotto. I contribuenti milanesi vantano una correttezza fiscale fra le più alte in Italia. Ma è stato il potere pubblico a tradire il suo compito. Ha prelevato dalle tasche dei cittadini e dalla casse (già stremate) delle aziende oltre un miliardo e 300 milioni di tasse. E nel 2014 ha chiesto 770 milioni di nuove tasse. Cosa ha dato in cambio? I servizi non sono migliorati, le tariffe sono spesso aumentate (vedi trasporti, scuola, impianti sportivi, musei). Hanno costruito un sistema di welfare efficiente? Non ci pare proprio. Nel drammatico risveglio dell'8 luglio si è verificato che Milano non è neanche in grado di garantire la sicurezza dei beni di chi abita a Niguarda, viale Zara-viale Testi, all'Isola e negli altri quartieri colpiti dall'esondazione.
A questo punto la cosa da fare la propone Alessandro Fede Pellone, consigliere di Forza Italia in Zona 9, la più colpita dal fango: «Il problema delle esondazioni non si può risolvere con il solito scaricabarile - dice - Appena c'è una pioggia più consistente dal 1980 in avanti sui giornali monta la polemica del rimpallo delle colpe della necessità di vasche e canali che puntualmente non si realizzano. La politica non riesce a dare risposte adeguate». «La sinistra quando era all'opposizione per voce del suo candidato sindaco Pisapia in occasione di una ennesima esondazione aveva detto che “il Seveso, il Lambro sono l'esempio migliore della disfatta di questa giunta». Fede Pellone chiede dunque che tutto il consiglio di zona esprima la propria solidarietà ai cittadini danneggiati da questa esondazione e soprattutto invita la giunta comunale «a predisporre tutti gli atti per risarcire i danni subiti» ma anche «delibere per esonerare gli imprenditori e cittadini di questi quartieri al pagamento delle prossime tasse o addizionali Irpef comunali». Ieri da Palazzo Marino è arrivato un annuncio che sa di beffa: per la pulizia straordinaria delle strade invase dal fango, fino a domenica i cittadini saranno avvisati con volantini ma nel caso si trovassero in difficoltà per parcheggiare non ci saranno multe e sarà la polizia locale, con l'aiuto degli automezzi di Amsa, a spostare temporaneamente le auto in sosta. Nelle strade da pulire, inoltre, sarà sospeso il pagamento dei parcheggi a strisce blu. «Non vogliamo che questa operazione crei ulteriori disagi ai residenti», ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli. L'assessore può rendersi conto da solo che non basta. E forse può convenire che la strada più seria è quella di un risarcimento morale, oltre che materiale. I milanesi non possono essere due volte vittime: del fango e delle stangate.