Tasse sulla casa: chi paga e quanto

Il centrodestra l'ha già definita «pubblicità ingannevole», «una patrimoniale», per non sbagliare «una super-tassa». La Tasi avrà cancellato la vecchia Imu ma il risultato , tradotto a livello locale, è che pagheranno più milanesi, e tendenzialmente più di prima. Tre cifre a caso? Nel 2012 (l'ultimo con la tradizionale imposta sugli immobili, l'anno scorso tra cancellazione della prima rata e poi recuper con la mini-Imu è stato sui generis) gli esenti erano 22.200. Solo in 4.200 invece non pagheranno del tutto la Tasi sulla prima casa, per gli altri 18mila invece sarà una novità variabile da 21 a 42 euro. Secondo numero: la fascia che conta il maggior numero di prime abitazioni è quella con rendite catastali tra i 600 e 700 euro, rientrano circa 32mila alloggi i cui proprietari pagheranno 274 euro, cioè non solo quanto prima, ma pure 4 euro in più. Terzo indizio: su seconde case e capannoni la Tasi sarà una nuova tassa da 67,2 a 268,8 euro a seconda del valore dell'immobile. Doppia stangata, in questo caso infatti si continuerà a pagare anche l'Imu, anche se qui il Comune ha deciso di confermare almeno le vecchie agevolazioni, come l'aliquota ridotta per chi affitta con contratto registrato, per onlus, negozi e laboratori.
La giunta ieri ha varato l'Imposta unica comunale, che è la somma della ex Imu, cancellata per le prime case ma non per gli immobili diversi, della Tasi (la tassa per i servizi indivisibili) a carico parzialmente anche degli inquilini e la Tari, niente di meno della Tares 2013. Il decreto del governo sulla nuova Iuc (tiene a precisare l'assessore al Bilancio Francesca Balzani «non ancora convertito in legge, quindi noi procediamo con l'applicazione per non ritardare l'approvazione del Bilancio ma potrebbe subire modifiche in Parlamento») ha dato facoltà ai Comuni di alzare dello 0,1 allo 0,8 per mille l'aliquota della Tasi su prima o seconda casa per reperire le risorse da destinare a detrazioni, visto che scompare quella fissa da 200 euro della ex Imu. La giunta ha deciso di concentrare la stangata sulle seconde case e capannoni, uno 0,8 che porta circa 65 milioni da spalmare sugli sconti. L'aliquota sarà dunque del 2,5 per mille sulle prime case e dello 0,8 per gli altri immobili (che si aggiunge dunque in questo caso all'Imu all'1,06 per cento). La detrazione nasce da un mix tra valore dell'immobile e fascia di reddito. É fissa, pari a 82 euro, per abitazioni fino a 350 euro, oltre questo valore e fino a 700 euro il bonus è riservato a chi ha un reddito inferiore ai 21mila euro e diminuisce al crescere del valore della casa, fino ad annullarlo. Ad esempio, sarà di 70 euro per chi rientra nella fascia di reddito e ha un alloggio con rendita pari a 500 euro, scende a 60 euro se il valore è di 550 euro, a 50 se è di 600 euro. Per i negozi la Tasi può andare dai 32 ai 277 euro se lo spazio è usato dal proprietario, da 29 a 249 euro se è in affitto, anche in questo caso scatta la compartecipazione da parte dell' «inquilino». Sulla seconda casa, Milano ha deciso di fissare al minimo, il 10% dell'imposta, la quota a carico degli inquilini: «Due su tre dovrebbero meno di 12 euro e quindi non pagheranno» riferisce la Balzani. Per gli altri si va da 13,4 euro per chi affitta immobili di rendita pari a mille euro a 26 euro se superano i 2mila. I proprietari spenderanno invece da 60,48 a 241,92 euro se affittano casa, da 67,2 a 268 se è a propria disposizione. A giugno scatterà l'acconto per le tre le tasse.
Il sindaco Pisapia difende la manovra: «La Iuc è stata approvata, abbiamo cercato di dare un segnale di equità tenendo conto della situazione in cui si trova il Comune e dei continui tagli agli enti locali, fatti purtroppo anche quest'anno». Il «messaggio più importante - rimarca - é che chi ha di più deve dare di più alla comunità».

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Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Sab, 01/08/2015 - 15:29

In Italia è meglio vivere da pezzenti che da contribuenti.