Tassisti in trincea contro la «app» che arruola autisti fai-da-te

Esplode un altro scontro tra taxi e concorrenti, e rischia di essere peggio del caso Uber. A sollevare il caso è stato ieri il consigliere di Valori per Milano Raffaele Grassi, anche presidente del sindacato Satam. Circola da qualche tempo, spiega in aula, una nuova applicazione per smartphone denominata MuoviMi, che «ha tutta l'aria di essere un raggiro ben confezionato e illegale». Il nome copia la App che permette di localizzare le fermate dei mezzi Atm e i tempi di attesa. Ma questa, presente su Facebook, promuove «uno pseudo servizio di trasporto, chi mette a disposizione la propria macchina e si improvvisa autista nel tempo libero può guadagnare, si dice, più di 100 euro al giorno». Lo slogan in copertina? «Muovimi: guida e guadagna». Una app metterà in contatto i clienti e chi si iscrive al sistema mettendo a disposizione auto e guida. Ma Grassi denuncia: «É un imbroglio, che attirerà chissà quanti in tempi di crisi, un servizio abusivo e un pericolo per la sicurezza degli utenti». Oggi all'hotel Mirafiori di Assago ci sarà un incontro dei gestori del servizio con gli iscritti, alcuni tassisti intendono «imbucarsi». Il consigliere chiede «agli organi competenti» di «non far passare il messaggio che si può agire in barba alle leggi. L'arrivo di milioni di visitatori non deve scatenare le furbizie migliori». Ma non va «neanche sottovalutato il rischio sicurezza». Cita una campagna fasulla di qualche mese fa «Io guido per te», in quel caso il finto tassista si appostava vicino alle disco per riportare a casa i giovani . Una ragazza è stata aggredita». L'assessore ai Trasporti Pierfrancesco Maran ha riferito di aver partecipato giorni fa a un tavolo in prefettura proprio per segnalare «questa illegalità» e chiedere «controlli alle forze dell'ordine».