Taxi, l'aumento è scattato ma il tassametro non lo sa

Gli autisti sono autorizzati a chiedere a voce l'integrazione per le corse. Ma perfino il sito del Comune raccomanda di pagare solo quanto è scritto

Su un taxi di Milano nei prossimi mesi il tassista può legittimamente chiedere al passeggero qualche centesimo in più rispetto a quanto dichiarato dal tassametro: leggi 6.70 euro, paghi 7, non è una furberia, ma per i tassisti è più simile all'elemosina.

La stranezza riguarda l'adeguamento dei tassametri alle nuove tariffe «di bandiera» (quelle visualizzate ad inizio della corsa, praticamente il minimo da cui parte la tariffazione sul taxi) previste dalla Regione Lombardia e già entrate in vigore da aprile. L'aumento è già sulla carta, ma non sul tassametro, ancora fermo in molte vetture alle precedenti tariffe: il diurno feriale è passato da 3,20 a 3,50 euro; il festivo da 5,20 a 5,50 e il notturno da 6,20 a 6,50. Trenta centesimi che i tassisti sono autorizzati a chiedere a voce come supplemento rispetto a quanto visualizzato sul tassametro, perché per la regolarizzazione dell'operazione bisognerà aspettare il 30 settembre, «termine entro il quale dovrebbero concludersi le operazioni tecniche di adeguamento», secondo quanto comunicato dal Comune. Cinque mesi per aggiornare i tassametri? Sì: successe anche nel 2010, e pure allora le tariffe di bandiera erano state aumentate di 30 cent. L'adeguamento era manuale e procedeva, sui 4900 taxi in circolazione, ad una media di 76 tassametri al giorno. Già allora si parlava della necessità di una automatizzazione dell'adeguamento, per velocizzare il passaggio. Sono passati quattro anni e l'automatizzazione non c'è stata: l'adeguamento va fatto ancora manualmente.

Nei prossimi 5 mesi quindi i tassisti possono chiedere quei 30 cent in più, esibendo un apposito cartello col timbro del Comune di Milano, Ufficio Autopubbliche, che dovrebbe suggerire al passeggero la legittimità della richiesta del tassista. Il provvedimento è spiegato nel comunicato diramato ai tassisti: «Nelle more dell'adeguamento del tassametro alle nuove tariffe, è riconosciuto agli operatori un importo a forfait di euro 0,30, che sarà sommato da ogni singolo tassista sino all'avvenuto adeguamento del tassametro installato sul proprio veicolo».

Gli autisti hanno avuto tempo dal 4 all'8 di aprile per munirsi del cartello da esibire ai passeggeri. Che però non sempre reagiscono bene, la credono una fregatura. Con quelli stranieri il rischio di essere presi per tassisti truffaldini aumenta, tra i cliché sugli italiani ladri e le guide per turisti che invitano a pagare solo quello che è scritto - e a non fidarsi.

Ci si mette anche il sito del Comune di Milano, che dice a chiare lettere «Il costo del servizio taxi è determinato esclusivamente dal tassametro» e che riporta ancora le tariffe non aggiornate.

«La maggior parte degli autisti si vergogna e non chiede quei 30 cent in più»: lo ammette lo stesso Ufficio Autopubbliche, di fronte all'evidenza che in circolazione ci sono taxi «a tariffa diversa».

Il cartello con cui pretendere quei centesimi in più per molte vetture resta nel cruscotto: «Sembra di chiedere l'elemosina e ci si sente ridicoli: per 30 centesimi, uno direbbe, puoi anche lasciar stare - commenta un tassista -. Ma se penso a 30 cent per ogni corsa, da qui ai prossimi cinque mesi...».