Teatro da 1.400 posti e politici in platea per la prima di Parisi

Stamani al Dal Verme capilista e attivisti del centrodestra Ma il protagonista di questa convention sarà il candidato

Alberto GiannoniUn uomo solo sul palco e il suo colore sarà giallo. Oggi alle 10 e 30 Stefano Parisi apre con gli elettori la sua campagna elettorale. E l'obiettivo è riempire il teatro Dal Verme: 1.400 posti non sono pochi, soprattutto se confrontati con i 550 del teatro scelto come location dal suo avversario principale, Giuseppe Sala, uomo del Pd. Un segnale importante, quello che arriva dal candidato del centrodestra: Parisi corre da poche settimane ma corre sul serio.Gli ultimi sondaggi dicono che Parisi va veloce e lui, l'ex direttore generale del Comune appassionato di maratona, continua a sentire intorno a sé un entusiasmo che potrebbe spingerlo lontano. «Un clima ottimo» si sente dire. E l'entusiasmo che circonda Parisi non risente delle divisioni che si stanno verificando in altre realtà che vanno al voto, come Roma.Fin dall'inizio della sua avventura Parisi ha messo in cantiere questo appuntamento. Non una presentazione con partiti e dirigenti politici. Oggi l'appuntamento sarà diverso: lui e gli elettori. Certamente in platea siederanno i dirigenti dei partiti che lo sostengono e altre personalità politiche. Dovrebbero esserci, per esempio, il governatore Roberto Maroni (della Lega) e il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (Ncd) e il viceministro (ed ex assessore comunale) Luigi Casero (Ncd). Ci saranno sicuramente i capolista della sua coalizione elettorale: Mariastella Gelmini di Forza Italia, Maurizio Lupi del Nuovo centrodestra che si presenta sotto le insegne di «Milano Popolare», Matteo Salvini della Lega, Riccardo De Corato di Fratelli d'Italia e Gabriele Albertini, che guiderà la lista civica di Parisi.Saranno sventolate tutte le bandiere ci saranno i probabili candidati al Consiglio e nelle Zone, ma la «scaletta» della mattinata, dedicata a elettori e attivisti della campagna, prevede un unico intervento, quello di Parisi. Il candidato parlerà del programma per Milano e degli obiettivi della sua campagna. Gli addobbi della sala sono sulle tonalità del giallo che ha scelto per la sua campagna. E lo stile dell'incontro ricorderà quello delle convention politiche americane, con tanto di cartelli col nome.Parisi è un manager che rivendica la sua scelta di fare politica, quella migliore. E sta cercando di riabilitare questa parola oggi un po' in disgrazia. Preparazione e acume politico non gli fanno difetto e ha ben chiaro l'obiettivo della sua corsa: partire dal forte radicamento elettorale del centrodestra «allargato» (ai centristi) ed espandere ulteriormente la base de consensi per ottenere - al primo turno o forse al ballottaggio - quel 51% di voti che potrà riportarlo a Palazzo Marino dopo una battaglia difficile - ma certo non impossibile - con l'uomo della sinistra. Sarà fondamentale raggiungere i molti indecisi. E convincere coloro che finora si stavano orientando anche verso i candidati «minori». Un profilo anche civico e centrato sulla persona-Parisi, sulla sua preparazione tecnica e - perché no - sul suo tratto umano, potrebbero essere la chiave per avvicinare anche un mondo diverso da quello tradizionalmente di centrodestra. «Si palesa un luogo di espressione felice: Milano - ha detto ieri il capogruppo azzurro alla Camera Renato Brunetta - Si vince al centro non con la prevalenza dell'estremismo, e si diventa capaci così di accogliere le istanze della destra e allargarsi anche ad Area popolare, facendo saltare i tombini a sinistra».