Il teatro d'avanguardia sulle colline della BrianzaFestival Il Giardino delle Esperidi

Le Esperidi, nella mitologia greca, erano ninfe che vivevano su un'isola nei mari d'Occidente occupandosi del meraviglioso giardino in cui si trovava anche l'albero che fruttava mele d'oro. Oggi il «Giardino delle Esperidi» è stato spostato in Brianza grazie a Scarlattineteatro, compagnia che nasce nel 1998 e che, dopo il primo periodo di vagabondaggio tra Torino e Milano e anni di lavoro in Kosovo (dal 2000, ancora devastato dalla guerra appena conclusa), nel 2004 trova una residenza a Campsirago, sulle colline brianzole, dove organizza fin da subito il Giardino delle Esperidi Festival, che infatti giunge nel 2013 alla IX edizione: dal 20 al 30 giugno nei borghi, ville, palazzi storici e persino nei boschi di tutta l'area che, sulle sponde dell'Adda, va da Lecco a Colle Brianza, si potrà assistere a spettacoli quasi mitici per la rarità con cui si riesce a trovare una programmazione analoga nei teatri in città a Milano.
«È un festival molto ricercato -dice Michele Losi, direttore artistico di Scarlattineteatro e fondatore del Festival Esperidi-, che porta in Italia spettacoli scelti dopo una partecipazione assidua a tutti i migliori altri festival in Europa, e che infatti vede in scena ogni anno produzioni nuove di teatro italiano e non solo». Ben sette spettacoli sui 24 totali sono in prima nazionale e provengono da compagnie sperimentali cecoslovacche, finlandesi, polacche e danesi: come Sanna Kekalainen, dalla Finlandia, protagonista di The beast - a book in an orange tent, performance «esistenzialista», di memorie oniriche che ripercorrono i sogni e le fantasie insieme ai ricordi della vita (a Civate il 21 giugno ). O il Visual Theatre del finlandese Viirus, che mette in scena Ett Dromspel- il sogno di Strindberg, in cui la musica tecno fa da padrona accompagnando le azioni fantastiche degli attori. Dalla Repubblica Ceca arriva Petr Nikl con il suo I am Your bunny, spettacolo determinato dal ritmo musicale e dalle luci-ombre, che vuole essere anzitutto un vero e proprio tributo al lavoro di Libuse Niklovà, madre dell'artista, creatrice di giocattoli in plastica. I polacchi con Toporland-suite senza parole per cartone e contrabbasso, a Olgiate (Casa Gola) il 28 giugno, si ispirano al lavoro di Roland Topor e Johan Sebastian Bach. Tre le proposte italiane, più concentrate sulla nuova drammaturgia che su un teatro prevalentemente fisico, da notare Famedaria di Antonio Calone, a Campsirago il 22 giugno.